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Gli edifici di Torino: dai castelli ai palazzi



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by: pieru
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Data: Sat, 20 Aug 2011 Ora: 9:30 AM
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Grande architettura a Torino

Mole antonelliana
E' il simbolo della città. Caratteristica costruzione eclettica con pronao e cupola quadrangolare svettante, realizzata tra il 1863 e il 1889 dall'architetto Alessandro Antonelli. E' uno degli edifici in muratura più alti di Europa, con i suoi 167,5 metri di altezza. Fu commissionata dalla comunità ebraica torinese in occasione dell'ottenuta libertà di culto per farne una sinagoga, ma non venne ritenuta idonea allo scopo e venne ceduta al comune di Torino che ne portò a termine la costruzione e la adibì a sala per esposizioni. Oggi è la sede del Museo nazionale del cinema.
Castello del Valentino
Elegante residenza extraurbana dei Savoia, voluta nella seconda metà del XVI secolo da Emanuele Filiberto, ampliata e sostanzialmente riedificata su progetto di Carlo e Amedeo di Castellamonte tra il 1630 e il 1660 per volere di Cristina di Francia. La facciata presenta un portico con loggia soprastante ed è affiancata da due torri quadrilatere con tetti di gusto francese. L'originario carattere di "villa fluviale" con affaccio sul Po venne alterato, privilegiando il fronte occidentale con il grande cortile d'onore aperto verso la città, nel corso del XIX secolo. Al piano nobile, le numerose sale conservano decorazioni, stucchi e affreschi seicenteschi con soggetti storici e mitologici. Attualmente è sede della Facoltà di architettura del Politecnico di Torino.
Mastio della Cittadella
Della poderosa cittadina militare a pianta pentagonale, fatta costruire da Emanuele Filiberto nel 1564 su progetto di Francesco Paciotto e demolita nel 1856, resta soltanto il Mastio. Restaurato alla fine dell'Ottocento da Riccardo Brayda, divenne sede del Museo nazionale di artiglieria. Tuttora ospita nei locali interni il Museo di Artiglieria.
Porta palatina
Porta principale sinistra di accesso al "castrum" romano, unica sopravvissuta delle quattro originarie. Risalente al I secolo d.C., è uno degli esempi meglio conservati di porta urbica romana. Costituita da due alte torri poligonali, che inquadrano una facciata caratterizzata da quattro fornici di cui due carrai e due pedonali, e da un doppio ordine di finestre. Una tradizione vuole che nel 773 d. C. vi abbia soggiornato Carlo Magno dopo la vittoria sui Longobardi alle Chiuse, in val di Susa. La Porta palatina è liberamente visitabile.

La Torino dei Palazzi signorili

Palazzo Carignano
Monumentale palazzo barocco, realizzato tra il 1679 e il 1684 da Guarino Guarini per Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano. Facciata in cotto dall'originale andamento curvilineo, con corpo centrale ellittico; portale in pietra di Gassino, vestibolo esagonale ed atrio ellittico con volta sorretta da colonne binate, aprentesi su due ulteriori vestiboli rettangolari dai quali si dipartono gli scaloni curvilinei, decorati da stucchi tardo-seicenteschi, che conducono al piano nobile. I due appartamenti al piano terra conservano ancora le decorazioni originali, mentre il piano nobile e occupato dal Museo nazionale del Risorgimento italiano, unica parte visitabile del palazzo: anche qui alcune sale conservano l'originaria decorazione. Il palazzo fu "raddoppiato" tra il 1864 e il 1871 su progetto di Gaetano Ferri e Giuseppe Bollati, dei quali l'eclettica facciata su piazza Carlo Alberto. Il palazzo ospita inoltre la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte e la Deputazione Subalpina di Storia Patria.
Palazzo di città
Palazzo barocco costruito tra il 1659 e il 1663 su progetto di Francesco Lanfranchi, sul sito del precedente palazzo comunale di origine medioevale. Modificato e ampliato alla metà del Settecento, con l'aggiunta dei due corpi simmetrici laterali, da Benedetto Alfieri che lo uniformò all'architettura dell'antistante omonima piazza, da lui progettata nel 1756. Altri ampliamenti si ebbero nel corso del Settecento ad opera di Valeriano Dellala di Beinasco e Filippo Castelli. Ulteriori interventi sia nell'architettura del palazzo che nelle decorazioni si ebbero nell'Ottocento. Da segnalare il balcone in facciata, l'atrio, il cortile e lo scalone d'onore che porta al piano nobile, dove alcune sale conservano l'originaria decorazione seicentesca. Attualmente è sede del Comune di Torino.
Palazzo Saluzzo di Paesana
Palazzo nobiliare barocco costruito tra il 1715 e il 1718 su progetto di Gian Giacomo Plantery. Da segnalare l'atrio voltato su pilastri e colonne e il duplice scalone d'onore che porta al piano nobile con magnifiche sale, decorate con tele e affreschi del XVIII secolo di Domenico Guidobono. L'interno non è visitabile.
Palazzina della Società promotrice delle belle arti
Edificio realizzato nel 1914-16 quale sede espositiva della Società promotrice delle belle arti; l'apparato decorativo è opera di Edoardo Rubino.

La palazzina di Caccia a Stupinigi

Intorno alla metà del 1729 Filippo Juvarra fu incaricato da Vittorio Amedeo II di Savoia di erigere in una vasta pianura boscosa a 10 chilometri da Torino quella che ora è divenuta parte delle residenze sabaude in Piemonte, patrimonio UNESCO.
Juvarra pensò ad una pianta stellare con un grande salone al centro con quattro bracci che avrebbero ospitato gli appartamenti racchiudendo il cortile d'onore; furono necessari solo due anni dalla prima pietra per arrivare all'inaugurazione del Salone Centrale, mentre i lavori per il completamento delle restanti porzioni proseguì poi per oltre un secolo sotto la guida di diversi artisti. Al termine della costruzione la palazzina di Stupinigi conta 137 camere e 17 gallerie e, oltre al Cortile d'Onore già menzionato, si protende anteriormente a formare un vasto cortile di forma ottagonale, su cui si affacciano gli edifici di servizio. Gli interni sono riccamente decorati con affreschi, stucchi e smalti, realizzati negli anni da artisti italiani e non, chiamati a Torino per partecipare ai lavori; ciò conferisce alla diverse stanze ed ambienti una notevole varietà di stili e temi, dal barocco “Trionfo di Diana” dei fratelli Giuseppe e Domenico Valeriani nella volta del salone, a decorazioni più leggere nell'anticamera della regina e nella Sala degli Scudieri ad opera di Giovan Battista Crosato.

Il Castello di Moncalieri

Una delle roccaforti sabaude del Piemonte e con queste iscritto nel Patrimonio UNESCO, si erge al centro dell'omonimo paese, su di una collina in provincia di Torino. E' noto soprattutto come luogo storico e non custodisce particolari capolavori artistici.
Nacque su ciò che fu un forte nel medioevo e venne ampliato per volere di Jolanda di Francia, moglie di Amedeo IX il Beato, con quattro torri angolari (di cui solo due sono ancora visibili). Dopo un buio periodo di saccheggi e lotte durante il cinquecento, il castello risulta semidistrutto e furono Carlo Emanuele I, Madama Critina e Carlo Emanuele II che si adoperarono per riportarlo fra le dimore di pregio dell'architettura sabauda. Le migliorie proseguirono costantemente durante i decenni e sotto diversi signori, ma delle antiche decorazioni ed arredi resta ormai davvero poco. Restaurato alla fine del XX secolo entra a far parte del patrimonio UNESCO, ma purtroppo, nel 2008, uno dei torrioni è stato danneggiato da un incendio, in cui è andata parzialmente distrutta anche la sala del Proclama di Moncalieri.

Note sull'autore

Pierluigi Ferrara lavora come project manager per ZeroDelta, società specializzata nella creazione di software, siti e contenuti per il web. Si occupa principalmente di contenuti legati al turismo e recentemente si è occupato di un sito sull'archeologia.


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