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Mercato delle obbligazioni: l’Europa si affida all’America



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by: FrezzaNet
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Data: Tue, 3 Feb 2009 Ora: 5:44 PM
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Europa

In Europa il mercato delle obbligazioni si è mosso in scia a quello americano. Il rendimento del Bund decennale è aumentato, tuttavia, di soli 6 punti base, un risultato meno ampio rispetto a quanto osservato per i tassi a lunga scadenza negli Stati Uniti, dove in settimana si è parzialmente ridimensionato l’allarme per una recessione prolungata. In Europa, però, le aspettative di crescita continuano a farsi sempre più deboli a fronte di dati macro disastrosi. A gennaio la fiducia degli imprenditori tedeschi rimane molto vicina ai valori minimi storici, così come in Italia e Francia. Anche sul versante dei consumatori la sfiducia è aumentata considerevolmente. Tra i dati più allarmanti vi è quello sulla disoccupazione, in aumento ormai da 5 mesi consecutivi, con il tasso che ha raggiunto l’8%.

Stati Uniti

Nell’ottava appena trascorsa sul mercato obbligazionario americano si è osservato un nuovo rialzo dei tassi sul Treasury con scadenza a dieci anni, salito di circa 22 punti e favorito dalla ripresa delle aspettative inflazionistiche di lungo periodo. Una ventata di ottimismo è stata generata sicuramente dall’approvazione da parte della Camera del pacchetto fiscale da 825 miliardi di dollari. Inoltre il mondo finanziario è stato in parte risollevato dall’annuncio della possibile costituzione di una “bad bank” all’interno della quale verrebbero convogliati tutti gli asset malati delle banche in difficoltà del paese. I dati macro diffusi in settimana hanno proposto risultati migliori rispetto a quanto previsto dagli analisti, allentando i timori di deflazione. Tuttavia la situazione economica generale del paese rimane ancora pesantemente negativa. Il dato definitivo relativo al Pil del quarto trimestre 2008 indica una contrazione pari al 3,8%, che rappresenta il calo peggiore dal 1982; in picchiata anche i consumi (-3,5%) e le esportazioni (-19,7%, il risultato peggiore dal 1974); a dicembre gli ordini di beni durevoli hanno subìto una contrazione del 23,2% su base tendenziale, mentre a gennaio il tasso che misura la fiducia dei consumatori ha toccato il suo minimo storico; anche sul versante del mercato immobiliare ci sono notizie poco confortanti con le vendite di case nuove che ha dicembre ha fatto registrare un calo pari al 44,8%. Tra i dati che, invece, hanno sorpreso in positivo troviamo, innanzitutto il +1,3% delle scorte, la ripresa dell’indicatore Leading e il lieve rialzo delle vendite di case esistenti.

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