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Archiviazione dati, che problema!



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by: fabio.cesali
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Data: Fri, 3 Apr 2009 Ora: 11:56 AM
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Vi ricordate i vecchi, cari dischi in vinile? La lettura dei dati stoccati sulla loro superficie attraverso la "puntina" comportava una fisiologica usura del supporto, con progressiva perdita di fedeltà del suono sotto forma del classico insorgere di  un mix di rumori e caratteristici schiocchi. E le audiocassette? Ebbero addirittura il privilegio di vivere la prima stagione dello stoccaggio di dati degli home computer, come i quarantenni di oggi ricorderanno: per lanciare un programma sull'indimenticabile Commodore64, ad esempio, si doveva rispondere al messaggio "Press play on tape". Il problema restava sempre quello della volatilità dei dati, problema comune a tutti i supporti magnetici, compresi i floppy disk da 5 ¼ e quelli ancora reperibili da 3,5. L’avvento del compact disk prometteva miracoli e qualità dei dati imperitura nei secoli, praticamente eterna, ma non ci è voluto molto per rendersi conto dei limiti di questo supporto, inizialmente sopravvalutato. Con l’avvento del terzo millennio la tecnologia dei supporti ottici e dei dischi rigidi si è notevolmente evoluta solo con riferimento alla capacità di stoccaggio dei dati ed alla velocità di accesso alle informazioni, ma paradossalmente ben poco è cambiato sotto il profilo dell’affidabilità dei supporti di archiviazione nel tempo. L’hard disk ha oggi costi decisamente contenuti, ed è facile trovare modelli di capacità pari o superiore al Terabyte (1000 Giga) a costi inferiori ai 100 euro, ma se l’hard disk si rompe per qualsiasi motivo, il rischio è quello di perdere in blocco tutti i dati. Il problema dell’archiviazione è sentito da tutti gli utilizzatori di personal computer, ma diventa drammatico per le aziende e gli enti, soprattutto per quelli che hanno faticosamente abbandonato  l’archivio cartaceo confidando sull’affidabilità della tecnologia digitale e degli incredibili progressi che ha segnato in questi anni. Le storie disperate legate alla perdita di dati e la difficoltà di dotarsi di apparecchiature e strutture ad hoc capaci di garantire una struttura tecnica affidabile e rispettosa delle esigenze di privacy tutelate dall’ordinamento giuridico, hanno determinato la nascita di società specializzate nell’archiviazione dei dati di aziende ed enti, attrezzate di tutto punto per assicurare la conservazione sicura dei dati vitali dell’azienda ed anche per la digitalizzazione di tutta la documentazione pregressa e attuale del cliente. Proprio per i limiti di affidabilità dei supporti di archiviazione attualmente disponibili, tanto più pericolosamente alla mercé di eventi imprevisti quanto più capaci, al giorno d’oggi l’outsourcing archivistico appare come la soluzione ideale per buona parte degli operatori economici e dei professionisti che hanno esigenza di un’archiviazione sicura e duratura dei dati aziendali.  Il problema di fondo, però, resta: quando potremo contare su supporti di archiviazione veramente affidabili e duraturi nel tempo? Se per le aziende esistono soluzioni praticabili, il privato resta ancora alla mercé di supporti che dopo qualche anno risultano illeggibili ed è costretto a backup ciclici del proprio archivio, inevitabilmente sempre più cospicuo.

Bucap.it

Note sull'autore

Fabio Cesali


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