L’Avv. Marco Carra esprime un suo parere sul Convegno Regionale per la riforma PAC

Lo scorso Febbraio a Milano si è tenuto un importante Convegno del Partito Democratico sulla Riforma della PAC (Politica Agricola Comune), curato da Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Erano presenti tutti i rappresentanti regionali delle associazioni di categoria, per discutere la linea della nuova PAC e delineare un piano regionale più efficace.

 

Tra le personalità presenti all’incontro non poteva mancare il Consigliere Regionale della Lombardia Avv. Marco Carra, il quale ha affermato: “Quello della PAC è un tema che il Pd considera di importanza fondamentale nella realtà agricola di questo periodo. Questo impegno non è mai stato onorato e quindi abbiamo pensato che era nostro dovere occuparcene. Anche perché siamo francamente preoccupati: in commissione stiamo discutendo di tutto, tranne che delle questioni importanti. E anche la Giunta sulla PAC è ancora indietro“.
Si è da subito schierato a sostegno di un programma atto ad aumentare la redditività delle aziende agricole, grazie ad una organizzazione accurata delle nuove opportunità introdotte dalla suddetta Riforma, favorendo le aggregazioni, le innovazioni e l’introduzione delle tecnologie.

 

Secondo Carra bisogna “incoraggiare gli investimenti e l’aumento della produzione in modo tale che l’agricoltore continui a essere invogliato a fare l’agricoltore, perché se non c’è reddito è chiaro che calano le aziende agricole”. Come ha sottolineato De Castro, la nuova Pac, che da oggi si protrarrà fino al 2020, stanzierà circa 50 miliardi di euro di fonte comunitaria più cofinanziamento, che saranno gestiti in tutta Europa. Si tratta di una Pac decisamente più mediterranea, che valorizza i prodotti tipici del sud Europa, dai formaggi all’ortofrutticolo, e mette dunque al centro l’Italia e le sue regioni. A questo proposito l’Avv. Carra ha aggiunto: “Sono necessarie norme di flessibilità per organizzare con criterio gli aiuti tra gli Stati membri, per intervenire specificamente nei vari settori dell’agricoltura, a seconda delle mancanze”.

Leave a Reply

  

  

  

6 + 2 =