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In medio stat virtus! L'interpretazione che scardina le tue convinzioni più dannose e più radicate!



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by: pasqualefoglia
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Data: Thu, 18 Aug 2011 Ora: 3:00 AM
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Pubblicato il da pasqualefoglia

Ecco come ottenere salute, prosperità e saggezza


colosseo-300x200.jpgLa
dualità tra coppie di opposti è il punto cruciale e dolente dello
sviluppo personale e spirituale e su di esso si sono pronunciate le
migliori menti nel corso della storia.
Anch’io ho scritto tanto su questo argomento affascinante
e sono giunto a una maturazione sempre più profonda. Ora posso
affermare con piena cognizione di causa che, dal raggiungimento o meno
dell’equilibrio tra i due opposti di ogni coppia, dipende il successo o
il fallimento, la gioia o il dolore,
la felicità o la disperazione, la
salute o la malattia, la prosperità o la miseria, la saggezza o la
follia. Quindi stiamo trattando un argomento molto difficile e
importantissimo che richiede la massima concentrazione, ossia l’uso di
entrambi gli emisferi cerebrali!

A proposito del dualismo, gli antichi romani ci hanno tramandato il
famoso detto: “In medio stat virtus!”, che vuol dire: la virtù è al
centro. Ma cosa indica esattamente questo concetto? L’interpretazione
letterale della massima, infatti, ossia che la virtù è al centro dei due
opposti, potrebbe indurre uno sprovveduto pensatore a dire che si
tratta di una stupidaggine, il che assolutamente non è. E allora, qual è
il vero significato di questo motto? Andiamo per gradi e dimostriamo
innanzitutto perché l’interpretazione superficiale di questa massima ci
potrebbe indurre ad esprimere un giudizio poco lusinghiero e sbagliato.

Al centro di una coppia di opposti non troviamo né un fattore, né l’altro,
e questo è ovvio, ma qualcosa di diverso. E di cosa si tratta? Al
centro non prevale né l’uno, né l’altro fattore, come a dire, per
esempio, che non prevale né l’amore, né l’odio; né l’egoismo, né
l’altruismo; né l’attaccamento, né il distacco; né il bene, né il male; e
così via.

Al centro, dunque, non prevale né la bontà, né la cattiveria: ed è proprio
questo equilibrio tra i due opposti che determina la virtù. Ma la
nostra domanda è ancora senza risposta: se al centro non c’è né il bene,
né il male, allora cosa c’è, cosa prevale?

Proviamo a ragionare con una coppia di opposti concreta, diciamo pure
obbiettiva: la coppia giorno/notte. In questa coppia, in base al detto
latino, la virtù è al centro tra il giorno e la notte. E quando si
verifica la condizione in cui non prevale né la luce, né l’oscurità?
Ovviamente all’alba e al tramonto! All’alba e al tramonto, infatti,
abbiamo sia luce che oscurità, anche se al loro minimo, e possiamo dire
che sono anche di uguale intensità. Forzando il concetto, potremmo dire
che all’alba e al tramonto, luce ed oscurità si fondono e si somigliano
al punto tale che è impossibile separarli o distinguerli, come se
fossero due grandi innamorati!

Ma l’alba ed il tramonto sono soltanto due momenti particolari del giorno,
e anche se dividono esattamente a metà il giorno e la notte, non sono
considerati da tutti i momenti migliori. Si crede che il momento
migliore del giorno in fatto di luce sia intorno alle ore 12,00 locali,
quando il sole è allo zenit del luogo trovandosi esattamente sulla linea
del meridiano. Quindi, alba e tramonto, pur essendo al centro della
coppia giorno/notte in due momenti diversi, essendo al loro minimo di
luce e di oscurità non potrebbero rappresentare una virtù o un pregio!
All’alba c’è poca luce e poco calore, fattori questi essenziali per la
crescita e lo sviluppo della vita vegetale e animale, quindi non
possiamo ammettere che il “centro” della coppia giorno/notte rappresenti
la virtù di cui parlavano gli antichi; e naturalmente analogo discorso
vale per il tramonto! In altre parole, se le condizioni di luce e calore
fossero sempre quelle che si hanno all’alba e al tramonto, è proprio il
caso di dire che staremmo “freschi”: e il detto latino sarebbe un
falso!

Questo discorso non fa una piega per la coppia giorno/notte ed è sicuramente
estensibile a tutte le altre coppie di opposti. Ciò significherebbe che
il centro della coppia amore/odio, come per la coppia giorno/notte, non
rappresenterebbe una virtù! E anche il centro della coppia bene/male non
sembrerebbe una virtù; e così dicasi anche per la coppia
egoismo/altruismo, e in generale per tutte le coppie di opposti. Per la
coppia amore/odio, per esempio, tutti credono che il momento migliore e
più virtuoso non è il centro, in cui amore e odio sono entrambi al
minimo, ma quando l’amore è al massimo; esattamente come in una gara
sportiva il risultato migliore non si ha risparmiando le proprie
energie, ma con una prestazione al limite delle proprie forze.

E allora come la mettiamo? Il discorso è molto semplice:
l’interpretazione letterale e superficiale del detto latino “In medio
stat virtus!” ci porta fuori strada, ci disorienta! Neanche se
traduciamo “in medio” come media dei valori opposti, veniamo a capo del
bandolo della matassa. Infatti, la media tra amore e odio, tra bene e
male, tra egoismo e altruismo, per restare sbrigativamente alle coppie
più significative, letteralmente significa che la virtù è rappresentata
da metà dell’uno e metà dell’altro. Paragonati all’alba e al tramonto
che sono i valori medi del giorno e della notte, l’uguaglianza tra i due
opposti di qualunque coppia non sembra rappresentare una qualità
virtuosa.

Anzi, questa nuova interpretazione ci fa addirittura arricciare il naso!
Infatti, significa che la virtù è data dalla compresenza del bene e del
male, dell’altruismo e dell’egoismo, dell’amore e dell’odio, del giorno e
della notte. Il fattore negativo, allora, non sembrerebbe affatto
negativo o dannoso!

Ci stiamo avvicinando lentamente alla verità! Stiamo per scoprire il
vero significato del detto latino “In medio stat virtus”. Come ho
scritto nei miei primi due saggi e confermato nel mio ebook “Totomizza
le tue paure! – 5 step per vivere alla grande!”, la virtù consiste nel
non esagerare, perché quando si eccede ci si allontana dal centro, per
cui aumenta la differenza di potenziale tra i due opposti e diventa
difficile ripristinare l’equilibrio in modo agevole e indolore!

Quindi, “la virtù è al centro” sta a significare
che non bisogna esagerare né in un senso, né nell’altro: né a favore
del bene, né a favore del male; né in fatto di amore, né in fatto di
odio; e così via. Non appena uno dei due fattori della coppia cresce
troppo in positivo, l’altro cresce altrettanto in negativo, e se questa
situazione perdura nel tempo, cominciano i guai perché la virtù
scompare: spariscono i pregi della coppia e restano solo i difetti!

Immaginate due ragazzini che giocano con l’altalena: quando uno di essi piomba
verso il basso, l’altro vola verso l’alto, ma questa situazione dura
pochissimo perché subito dopo le posizioni si invertono! Tutto questo è
possibile ad una sola condizione: che i due ragazzi abbiano lo stesso
peso! Se uno dei due è più pesante dell’altro, il ragazzo più leggero
rimarrebbe a lungo sospeso in alto e ben presto cadrebbe e si farebbe
male!

La virtù dell’alba e del tramonto sta proprio nel fatto che durano poco:
nel caso dell’alba, infatti, ben presto il sole si eleva rispetto alla
linea dell’orizzonte e i suoi raggi diventano più intensi; e nel caso
del tramonto, il sole ben presto scompare dall’orizzonte e arrivano le
tenebre. Del resto, il fascino estetico del sorgere e del tramontare del
sole evoca effettivamente una sensazione magica e ispira entusiasmo e
meraviglia non solo agli artisti, ma a qualunque spettatore. Tutto ciò
che è bello o virtuoso dura sempre poco!

Quindi è proprio vero che la virtù è al centro perché nel caso del giorno e della notte l’alba e il tramonto durano pochissimo!
La virtù è al centro perché solo al centro i due fattori opposti della
coppia, di qualunque coppia di opposti, si equivalgono e neutralizzano a
vicenda!

Ogni fattore, infatti, dev’essere equilibrato dal suo opposto: è proprio
l’equilibrio tra gli opposti che conferisce virtù al punto centrale
.
E
il paragone con l’alba ed il tramonto ci ricorda anche che l’equilibrio
tra due opposti qualsiasi è un fatto assolutamente breve perché i due
fattori variano continuamente nel tempo, e però, più si allontanano dal
centro, più aumenta lo squilibrio della coppia. E dunque, se alba e
tramonto fanno da centro e da punti di equilibrio della coppia
giorno/notte, mezzogiorno (troppa luce) e mezzanotte (troppo buio) sono
punti di massimo squilibrio.

Ovviamente così dev’essere perché è nella legge dell’alternanza l’esistenza di due
massimi (ore 12 e ore 24) e due minimi (alba e tramonto).

Tuttavia ancora non ci siamo, ancora non è tutto chiaro, poiché ammettere che il
male è dannoso e/o pericoloso soltanto quando è esagerato, quando
supera o annulla il bene, non ci soddisfa per niente: infatti va contro
il buon senso comune. Tanto meno ci può piacere la condizione che la
virtù si realizza soltanto quando bene e male si equivalono, quando
amore e odio si equivalgono e quando si equivalgono egoismo e altruismo!
Questa situazione ci obbligherebbe a dedurre che il bene non è migliore
del male e quindi, andando avanti di questo passo, galoppiamo verso la
follia!

Per arrivare al nocciolo della questione dobbiamo ancora una volta
ritornare a discutere del valore euristico del giorno e della notte: noi
preferiamo il giorno, sicuramente, perché dalla notte dei tempi le
tenebre fanno paura. Ma sappiamo bene che è utile e necessaria anche la
notte! Infatti, durante la notte l’organismo riposa, elimina le tossine
accumulate e recupera le energie dissipate durante le ore diurne.
Sappiamo bene che se non facciamo riposare il nostro corpo, il cuore può
subire un infarto, che è un modo deciso e brusco per obbligarci a
fermarci; e se non facciamo riposare la testa dormendo abbastanza (e
smettendo di pensare!) potremmo anche impazzire.

Dunque, appare evidente che i due termini di ogni coppia di opposti devono
coesistere per poter interagire tra di loro, e pertanto il termine
positivo e quello negativo hanno uguale importanza: ogni polo della
coppia è indispensabile per assicurare l’equilibrio, per stare in
armonia con con se stessi e con gli altri e rispettare
le leggi del Creato.

E quindi dobbiamo per forza di cose dedurre che l’odio è “utile” quanto
l’amore, perciò non si deve sopprimere o rimuovere; l’egoismo è
“necessario” quanto l’altruismo e non si deve sopprimere o rimuovere; e
il male è “efficace” quanto il bene…. e non si deve né sopprimere, né
rimuovere. Come spiego nel primo dei cinque step di “Totomizza le tue
paure!”, che si può scaricare gratuitamente da questo blog,
ogni cosa creata da Dio ha sempre pregi e difetti, e i difetti
compaiono proprio quando si esagera perché entrambi i poli si
allontanano dal centro e diminuisce la loro interazione-fusione.

Ecco, vedo già tanti benpensanti scalpitare e partire all’attacco! “Ma che
dice: l’odio è utile, l’egoismo è necessario, il male è efficace: costui
è pazzo!”

E invece stiamo soltanto confermando, forse in maniera originale e un
tantino più avvincente, la famosa teoria dell’“ombra”, secondo la quale
tutto ciò che c’è di oscuro, brutto e riprovevole in “ogni” essere
umano, come ha scoperto da circa un secolo il grande psicologo Carl
Gustav Jung, ha lo stesso diritto all’esistenza di tutto ciò che
costituisce la nostra luce o parte migliore: ossia, che i due termini di
ogni coppia di opposti sono entrambi utili e indispensabili
all’equilibrio del sistema. Parlare di polo positivo e negativo è dunque improprio.
Infatti, il polo cosiddetto negativo è necessario alla funzionalità del
sistema, come nel caso del filo negativo della corrente elettrica
alternata, interrompendo il quale cessa il flusso degli elettroni e non
c’è più corrente. Ed anche i due ragazzi che giocano con l’altalena
hanno lo stesso peso, o se vogliamo, la stessa importanza.

Ci rendiamo conto a questo punto che la vituperata e temuta dualità in
realtà è perfetta, ma le culture imperanti, le nostre convinzioni e la
nostra consapevolezza fanno acqua da tutte le parti!

Dobbiamo essere pienamente consapevoli della nostra parte bruta, dei nostri
istinti animaleschi che emergono spontaneamente quando siamo
contrariati, quando siamo affamati (in senso lato) e quando ci viene
tolta o negata qualcosa; e dobbiamo accettarli e venire a patti con essi
senza vergognarci, ignorarli, soffocarli o rimuoverli. Una rimozione è
molto dannosa perché il polo rimosso si agita prepotentemente dentro di
noi sotto forma di sintomo pervadente e ossessivo e ci scuote e
paralizza allo stesso tempo togliendoci la pace e la libertà. Le
rimozioni sono sempre nascoste o inconsce e sono strettamente collegate
alle convinzioni negative e alle cattive abitudini: esse sono la causa
principale della scarsa sintonia e quindi della lotta tra i due emisferi
cerebrali delle persone immature (e non solo) e che per tale motivo,
sono in guerra con se stesse!

Dobbiamo essere coscienti e accettare serenamente che l’egoismo, l’odio, la
cattiveria, l’avidità, la gelosia, l’invidia, il risentimento,
l’orgoglio, ecc. fanno parte di tutti noi a pieno titolo, assieme
all’altruismo, all’amore, alla bontà, alla fiducia, al compiacimento, al
perdono, all’umiltà, ecc. e nessun essere umano, neanche il papa, il
dalai lama, il re o il presidente della repubblica ne sono esenti, e
neanche nostra madre e nostro padre.

Il dizionario dei sinonimi e dei contrari è assolutamente portentoso: tienilo sul desktop: http://parole.virgilio.it/parole/sinonimi_e_contrari/index.html!

Ma è mai possibile che una madre sia capace di odio nei riguardi dei
propri figli? Tuo padre può provare odio e ostilità verso di te? Se è
davvero così, dove lo mettiamo il tanto auspicato amore
“incondizionato”? La realtà è che tanta gente parla dell’amore soltanto
per nostalgia, emulazione e naturalmente senza riflettere. L’amore
incondizionato è un’aspirazione bellissima tipica dei santi, ma anche
dei masochisti ad oltranza. La verità è che esso non solo è rarissimo e
difficile da praticare, ma è anche “diseducativo” perché quando un
figlio sbaglia, la mamma lo deve correggere in maniera ferma e decisa,
senza provare falsi sensi di colpa, altrimenti si ritroverà un ragazzo
capriccioso e prepotente che le darà filo da torcere e tantissimi
dispiaceri quando sarà più grande, anche perché diventerebbe un
fannullone, un irresponsabile e un disadattato. L’amore incondizionato
va bene solamente verso i bambini che non hanno ancora imparato a
parlare e a camminare, diciamo pure verso tutti i bambini, e non a caso è
associato all’amore materno!

E in che modo una madre deve essere ferma e decisa verso i figli che
sbagliano? È semplice: togliendo loro, sia pure provvisoriamente,
l’amore, ossia… odiandoli! Ma Pasquale, che vai dicendo?

L’odio è mancanza di amore, così come l’oscurità è mancanza di luce; è una
parola bruttissima, lo so, ma come tutte le parole, tutto dipende dalla
sua intensità e durata! Quando la mamma sgrida il suo ragazzo, sia che
lo faccia seriamente, sia che faccia finta, in quel momento lo sta un
pochino… odiando, anche se lei mai ammetterebbe una cosa del genere.
Fatto è che quando viene sgridato, il ragazzo non si sente più amato e
ha paura. E ovviamente, quando un genitore si arrabbia e apostrofa il
figlio o la figlia in malo modo e gli rivolge degli improperi indecenti e
inammissibili, si comporta veramente in maniera odiosa e ostile.

Il fatto che persino una madre possa odiare il figlio in alcune
circostanze, pur senza rendersene conto, ci fa capire quanto
sia istintivo e viscerale l’odio tra rivali e nemici!
Ma
una mamma e un padre “normali” saranno ostili e odiosi soltanto per un
tempo brevissimo o comunque strettamente necessario, altrimenti
sarebbero degli squilibrati da rinchiudere in manicomio! L’odio
cosiddetto quotidiano, ossia che interagisce “virtuosamente” con l’amore
in funzione delle circostanze e/o dei comportamenti di chi abbiamo di
fronte, come accade in tutte le nostre famiglie, è del tutto naturale,
legittimo, necessario e inevitabile. È la dualità stessa della vita che
lo impone. Se non si odiasse non si potrebbe neanche amare; così
come diventando insensibili al dolore (per evitare di soffrire) si
perde anche la sensibilità alla gioia!
L’amore incondizionato
lasciamolo ai santi e a chi vuole soffrire per una propria scelta
masochistica, e naturalmente alle mamme che allattano i loro bimbi.

I due fattori della coppia, come i due piatti della bilancia, o i due
ragazzi che giocano con l’altalena e i due fili della corrente
elettrica, interagiscono continuamente tra di loro, proprio come fanno
il giorno e la notte. Quando la luce è al massimo, l’oscurità scompare, e
viceversa! Il fatto che l’oscurità ricompare nelle ore notturne
significa anche che ogni fattore opposto non sparisce mai
definitivamente, ma diventa soltanto invisibile; e così dicasi per la
luce che ricompare sempre ad ogni nuovo giorno!

O c’è luce, o c’è oscurità: soltanto in due momenti, ossia all’alba e al
tramonto, luce e buio si equivalgono. L’equilibrio e l’armonia tra il
giorno e la notte è assicurato dalla loro eterna alternanza. Fino a
quando il giorno si alterna con la notte tutto funziona a meraviglia,
anche se alle ore 12,00 locali, ossia a mezzogiorno, la luce sarà al
massimo (e magari c’è un caldo afoso e insopportabile come capita spesso
in estate), mentre alle ore 24,00 sarà buio pesto, a parte le stelle e
la luna. (In realtà, per un effetto di accumulo, il calore si sente di
più verso le 14,00 che alle 12,00).

Fino a quando bene e male, amore e odio, altruismo ed egoismo, ecc.
fluiscono liberamente, tutto è perfetto e secondo la legge di Dio, anche
se inevitabilmente per un po’ di giorni c’è da soffrire per il troppo
caldo e il troppo freddo!

È chiaro allora che nessuna coppia di opposti è statica perché i due termini o poli interagiscono continuamente tra di loro, e quando si discostano dal centro, un polo aumenta d’intensità e quello opposto diminuisce dello stesso valore.
Al centro, ossia in condizioni di equilibrio, i due poli misurano +50 e
-50. Questa è la condizione statica o orizzontale dei ragazzi che
giocano con l’altalena e del giusto peso della bilancia. Quando un polo
si allontana dal centro e raggiunge, per esempio, il valore +80 (il
ragazzo vola verso l’alto e quindi si allontana dalla linea orizzontale
che è la condizione di riposo…), quello opposto si allontana anch’esso
dal centro e diventa -80 (l’altro ragazzo infatti va verso il basso in
posizione simmetrica come i due piatti della bilancia). E se il primo
fattore diventa +100, l’altro diventa -100.

Più alti sono i valori dei due poli (in valore assoluto) e più aumenta lo
squilibrio e il pericolo (tanto per il ragazzo che è volato in alto, che
per quello sceso in basso); e diventa difficoltoso ripristinare
l’equilibrio in modo indolore perché i due poli, in queste condizioni,
sono tesi al massimo e quindi senza energie sufficienti avendole spese
proprio nell’allontanarsi da casa, pardon dal centro. Ecco
perché l’atleta è costretto a un duro allenamento per abituare
“gradualmente” il suo fisico a prestazioni eccezionali e allo stesso
tempo abituare il proprio corpo a sopportare lo sforzo delle gare
sportive e a smaltire più rapidamente la fatica (e le tossine) in modo
da recuperare le energie. Va anche precisato che un atleta vince non
solo se è bene allenato e dà tutto se stesso nella gara, ma anche e
soprattutto se ci mette anche la testa, ossia se agisce con razionalità e
intelligenza! Solo la forza, ossia un solo polo, non basta mai!

Quindi, nel caso della coppia di opposti amore/odio, la persona che ama troppo non perde affatto il suo odio, che anzi aumenta anch’esso in valore negativo diventando inconscio e invisibile;
pertanto, chi ama troppo è in forte tensione (gelosia, attaccamento,
possessività) ed è pronto a ritirare il proprio amore e a manifestare il
proprio odio alla minima disattenzione del partner che ovviamente
soffre tantissimo anziché essere felice di tanto amore.

L’odio totalmente represso si manifesta spesso in maniera inattesa, subdola ed
esplosiva perché viene a mancare il buon senso e la misura che sono
assicurati soltanto da valori dei due poli poco discosti tra di loro.
Considerando i due ragazzi che giocano con l’altalena, più volano in
alto, e quindi anche velocemente, e maggiore è il pericolo che si
facciano male, soprattutto se non sono bene allenati, non appena
diminuisce l’attenzione per effetto della stanchezza.

Una mamma che giustamente stravede per i figli, ma che è anche matura e
saggia, è pronta a rimproverarli e a redarguirli a dovere quando
sbagliano (pur senza esagerare). Se la mamma, presa dai sensi di colpa
(indotti da una cultura da strapazzo che osanna l’amore incondizionato
ignorandone le conseguenze negative), rimuove il suo odio e diventa
permissiva e indulgente, commette un grosso errore, come abbiamo già
detto in precedenza; e così dicasi per qualunque polo rimosso, sia esso
negativo che positivo. Il polo rimosso si agita dentro di noi sotto
forma di sintomo di natura inconscia e ci rende la vita difficile, se
non proprio impossibile. La mamma che rimuove l’odio verso il figlio,
credendo di essere mossa da un’aspirazione nobilissima, viene a tal
punto esasperata dal comportamento balordo, irresponsabile e prepotente
del figlio, che a un certo punto non ce la fa più ed esplode, proprio
come accade anche alle persone eccessivamente altruistiche!

Tante mamme che a causa della loro eccessiva bontà d’animo non avevano preso
immediati provvedimenti dopo aver scoperto che il figlio si drogava,
esasperate da continue vessazioni e dispiaceri, diventano
improvvisamente coraggiose al punto da denunciare il figlio alla
polizia; altre invece prendono un bastone e gliele suonano di santa
ragione, scegliendo il male minore! Ecco perché amore e odio devono
poter fluttuare in continuazione proprio come fanno il giorno e la
notte: quando c’è fluttuazione o interscambio, c’è anche equilibrio ed
armonia tra i due poli opposti, non prevale né l’uno, né l’altro polo, e
tutto funziona a meraviglia!

Ancora, se la passione è fortissima, sia in amore che nello sport o per un
hobby qualsiasi, si continua a non trovare la strada giusta da seguire
per emergere e prosperare. Per avere successo nella vita, in tutti i
campi, non ci vuole soltanto il cuore, appunto la passione, che ci rende
irrazionali e impulsivi, ma occorre anche la testa, ossia bisogna
sapere quali sono le cose da farsi e farle bene; quindi assieme alla
passione ci vuole anche la razionalità e la riflessione! Il cuore è
l’energia inarrestabile che ci dà i sentimenti, la forza e il vigore
fisico, corrisponde all’aereo che ci porta dovunque velocemente, ma ci
vuole anche un bravo pilota che lo guidi con sicurezza e padronanza.

Conclusioni


La massima “In medio stat virtus” ci ha chiarito molte più cose di quanto
avremmo mai potuto immaginare e potremmo aggiungerne tante altre!
Assimilando a fondo questo aforisma latino si ottiene una mente conscia
forte (volitiva), flessibile e responsabile, si diventa
sufficientemente padroni della propria vita e si è in grado di
controllare le emozioni e i pensieri negativi e tutte le proprie
idiosincrasie!

Ciò perché quando siamo emozionati, per esempio quando abbiamo paura oppure
siamo arrabbiati, l’emisfero destro del cervello, ossia quello
irrazionale, prende nettamente il sopravvento su quello sinistro, per
cui perdiamo la lucidità mentale e la capacità di concentrazione, e
purtroppo anche il buon senso e l’etica. Una forte emozione improvvisa
ci fa dimenticare per ore e ore persino il proprio bimbo lasciato in
macchina….

La virtù è al centro perché soltanto in queste condizioni i due poli
opposti sono di uguale peso e misura per cui si neutralizzano a
meraviglia aiutandosi anziché contrastarsi. I due poli opposti della
coppia non sono statici, ma fluttuano in continuazione. Purtroppo,
quando un polo diventa esagerato o eccessivo, aumenta d’intensità anche
l’altro polo, ma con segno negativo.

Conseguentemente aumenta la differenza di potenziale o di tensione tra i due poli e,
come suol dirsi, si rischia di prendere la scossa! Le acque del fiume
che scorre in piano non sono pericolose, ma le acque di un torrente che
scendono dalla montagna, a seguito di un temporale, a volte sono cosi
tumultuose da devastare colture e villaggi.

Più ci si allontana dai valori medi, e quindi dal centro, diciamo pure
dalla posizione “orizzontale” che è quella di riposo e di equilibrio,
più diventa difficile e problematico controllare gli eventi. Le
ribellioni e le rivoluzioni sono causate sempre da una forte
divaricazione tra gli opposti: per esempio, tra chi sta bene e chi sta
male, diciamo pure tra ricchi e poveri.

Pendere “eccessivamente” da un lato o dall’altro non è mai un bene! Tuttavia è
quasi impossibile restare sempre in equilibrio tra i due opposti, e
forse sarebbe addirittura noioso come la vita del santone che vive in un
eremo. Pendere leggermente, ossia quel tantino che basta e che non
guasta, dal lato dell’ottimismo, dell’amore, della bontà, della
generosità, dell’altruismo, dell’umiltà, insomma dal lato del bene
anziché del male, è sicuramente la cosa migliore. Ma non consiglio a
nessuno di essere eccessivamente buono: diventerebbe lo scemo del
villaggio!

In fondo, anche la Torre di Pisa pende quel tantino che basta da essere
una cosa speciale, anzi unica; ma cosa succederebbe se tutti i palazzi
non fossero in perfetto equilibrio verticale e pendessero da un lato?

Pasquale Foglia

Note sull'autore

Pasquale Foglia

http://www.pasqualefoglia.com/blog


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