Publisher di videogiochi: mercato in crisi?
|
|
Tweet |
Visualizza PDF | Visualizza per la Stampa
by: bricky
Visualizzazioni Totali: 37
N° di parole: 237
Data: Fri, 13 Nov 2009 Ora: 10:24 AM
0 commenti
Negli ultimi anni si è visto un incremento notevole dei fatturati dei negozi che rivendono videogiochi usati: non parliamo sono delle catene di negozi specializzati tipo GameStop ma anche strutture come BlockBuster hanno ritagliato uno spazio per questo tipo di prodotti.
Una interessante risorsa per i gamers di tutto il mondo, ma le aziende produttrici di videogiochi che dicono?
Un gioco per Wii, ad esempio, nuovo lo si trova in una fascia di prezzo che va dai 60 euro ai 70 euro e il possessore dopo qualche settimana (e a gioco finito) lo rivende alle grandi catene a 30 euro.
Il gioco quindi ritorna negli scaffali a circa 45/50 euro praticamente in nuovo e senza problemi: è chiaro che fa gola a molti questo sconto.
In fondo il gioco è solo un disco ottico e all'utilizzatore finale interessa solo giocare e ad un costo favorevole.
Come non bastasse esiste un sotto mercato ben fornito di titoli scambiati e venduti tramite siti di annunci gratuiti e aste online.
I grandi publisher sono in fermento e per questo cercano di arginare la perdita con scelte quanto meno discutibili. Di norma cercano di sfruttare al massimo la piccola finestra temporale (3-4 settimane) che passa dal lancio di un nuovo gioco alla commercializzazione delle preme copie usate.
In questo periodo tengono il prezzo più alto per massimizzare i guadagni e fanno campagne stampa da "evento" unico per far leva sulla novità.
Note sull'autore
Atomic Web Marketing
Votazione: Non ancora votato