Quanto valgono i gettoni d’oro dei quiz?

Sono cresciuto guardando il Rischiatutto e fremendo ogni volta che Massimo Inardi rischiava il fatidico milione sulla domanda rischio di Mike Bongiorno. Un vero e proprio sogno ad occhi aperti, in cui mi immaginavo concorrere dentro una delle cabine per rispondere alle domande finali e poi passare a ritirare i gettoni d’oro della vincita e portarli direttamente in banca, per non rischiare brutte sorprese.
In effetti non avevo mai fatto i conti con la rigida burocrazia che debbono seguire anche le trasmissioni televisive, per poter premiare coloro che concorrono e vincono cifre più o meno generose dispensate da Rai e Mediaset. Chi pensa che basti rispondere alle domande o passare senza errori attraverso prove più o meno difficili, fisiche o di abilità, per poter ritrovarsi in mano il premio vinto, si sbaglia, come me del resto. Una volta proclamati campioni o vincitori di una trasmissione, per poter entrare in possesso della somma vinta, si ha tutto il tempo di fare sogni su sogni e di pensare a come impiegare il denaro o il corrispettivo dei gettoni d’oro vinti. Passano infatti lunghi mesi, prima di poter entrare in possesso dei gettoni d’oro dovuti, tanto che all’arrivo della comunicazione da parte del banco metalli autore del conio dei gettoni, si rischia di pensare, almeno in un primo momento, ad uno scherzo di qualche familiare o amico burlone.
E’ proprio quello che è accaduto a me, dopo aver vinto una discreta somma partecipando ad un programma della Rai e aver azzeccato il pacco giusto, sventando tutte le insidie prospettate dal conduttore. Già nei minuti successivi alla trasmissione, una volta smaltita l’adrenalina, mi sono sorpreso a fare calcoli complicati su come gestire al meglio la somma vinta, togliendomi qualche soddisfazione nell’immediato e mettendo da parte il rimanente per mettere in sicurezza il bilancio familiare. Il quale, negli ultimi tempi è stato messo abbastanza in crisi da uno stipendio che non riesce a tenere dietro al continuo aumento del costo della vita e alle nuove esigenze imposte da due figli che cominciano a crescere e a chiedere magari qualche soldo in più di paghetta.
Nella mia ingenuità, pensavo ancora che la corresponsione del premio sarebbe avvenuta nell’arco di qualche giorno, o al massimo di un paio di settimane. Purtroppo, mi sbagliavo di grosso, tanto che dopo alcuni mesi ho addirittura iniziato a pensare che o la Rai si era proprio dimenticata dell’incombenza, oppure i funzionari dell’azienda erano ancora alla disperata ricerca di un Re Mida in grado di rimediare alla mancanza di metallo prezioso per la fabbricazione dei gettoni.
Mancavano pochi allo scadere dei primi sei mesi, quando è arrivata finalmente la comunicazione ufficiale recante il timbro del banco metalli A peso d’oro, con la quale mi si chiedevano lumi sulle mie intenzioni circa i gettoni vinti, se cioè avevo intenzione di rivenderli direttamente a loro per la parte eccedente il canonico 20% da versare all’erario, o volessi fare in altro modo. Considerato che l’ipotesi di rivenderli alla Banca d’Italia è da scartare in partenza, in quanto comporterebbe una ulteriore perdita che di solito ammonta ad un 5%, ho deciso di evitarmi ulteriori seccature e di aderire alla proposta del banco metalli, anche perché in questo modo potevo garantirmi con la quotazione oro in tempo reale da eventuali deprezzamenti improvvisi. Va infatti considerato che negli ultimi tempi anche l’oro, di solito considerato un bene rifugio affidabilissimo, ha iniziato a perdere colpi e a vedere la sua quotazione dare luogo ad alti e bassi improvvisi, che ne hanno un poco appannato la fama.
Una decisione che non solo mi ha liberato di tante preoccupazioni sulle eventuali incombenze che avrebbero potuto far seguito ad una decisione di segno contrario, ma mi ha anche permesso di togliermi una bella soddisfazione. Dato che ormai da tempo la nostra cucina dava vistosi segni di essere ormai arrivata ad un punto estremamente critico, ho deciso di devolvere una parte della somma vinta alla sua sostituzione con una nuova. Premurandomi al contempo di coprirmi le spalle anche coi figli, in particolare il più piccolo, acquistando un nuovo computer in grado di risparmiarmi le continue lamentele sulla lentezza del collegamento alla rete e sulla impossibilità di sfruttarlo per i videogiochi di ultima generazione. In fondo, proprio vedere la soddisfazione del resto della famiglia è diventato il mio vero premio..

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