Le realtà orafe italiane:i distretti di Arezzo e Vicenza
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by: neo1967
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Data: Sat, 20 Feb 2010 Ora: 2:46 PM
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La Fabbrica del Gioiello
"In Italia operano infatti tre aree fortemente specializzate nella lavorazione dell'oro: Arezzo, Valenza Po e Vicenza. Questi distretti presentano caratteristiche differenti per quanto riguarda la tipologia della produzione, le tecnologie utilizzate, l'organizzazione della produzione, il modello di sviluppo del settore e del territorio,ecc. Queste cartatteristiche meritano di essere prese in considerazione.
a) Il distretto di Arezzo è il secondo distretto orafo italiano dopo quello di Vicenza, essendo complessivamente impegnati in quest'area 10500 lavoratori orafi in circa 1600 unità locali:la dimensione media delle unità locali è quindi pari a 6,5 addetti per unità locale, di poco superiorte a quella del distretto valenzano ma considerevolmente inferiore a quella delle imprese vicentine; il fatturato annuo è stato stimato in circa 3 miliardi di Euro. Lo sviluppo del settore orafo ad Arezzo è legato alla nascita-nel 1926-della prima impresa orafa locale,la Gori e Zucchi: questa impresa ha tradizionalmente adottato una strategia aziendale di decentramento di intere fasi del ciclo produttivo, favorendo la nascita di nuove iniziative locali.Questo modello di sviluppo-incentrato sulle interrelazioni che si stabiliscono tra poche grandi imprese terziste, più o meno dipendenti dalle imprese leader-si è riprodotto fino a tempi recenti in cui il ruolo di impresa capofila è stato assunto da una impresa del gruppo Gori e Zucchi, la UnoAErre, vale a dire la più grande impresa orafa nazionale per un lungo periodo di tempo. Le imprese del distretto orafo aretino tendono a privilegiare strategie di di contenimento dei costi, che vengono minimizzati attraverso l'elevato ricorso alla meccanizzazione delle diverse fasi della produzione: per questo motivo, la produzione locale si colloca nella fascia medio-bassa del mercato ed il valore aggiunto prodotto dal sistema è piuttosto contenuto, come dimostra il fatto che il giro d'affari del distretto è simile a quello degli altri distretti orafi nazionali mentre le quantità di prodotto lavorato sono nettamente superiori a quelle delle altre aree.
b)Il distretto di Vicenza è quello che impiega il maggior numero di addetti, dal momento che nell'area sono impiegati 11100 lavoratori orafi in circa 1100 unità locali: la dimensione media delle unità locali-10,1 addetti per unità locale- è quindi considerevolmente superiore a quelola delle altre due aree di specializzazione; il fatturato medio annuo è stato stimeto in circa 4 miliardi di Euro. Lo sviluppo della lavorazione orafa a Vicenza ha una storia antica: comparso tra il Rinascimento ed il Barocco, il settore orafo introduce modalità di lavorazione di tipo “industriale” verso la metà del XIX secolo. Tuttavia, lo sviluppo vero e proprio del settore risale agli anni Sessanta, quando furono introdotte una serie di pratiche innovative che andavano dall'uso di nuove tecniche all'ampliamento/diversificazione della gamma dei prodotti immessi sul mercato e al consolidamento della fase di commercializzazione del prodotto. Dal punto di vista organizzativo, questi risultati sono stati ottenuti attraverso strategie aziendale che hanno privilegiato l'introduzione di macchinari la cui efficienza dipendeva dalla scala della produzione e che hanno richiesto un aumento delle dimensioni medie delle imprese locali, in effetti nettamente superiore a quelle delle altre aree. Il settore orafo vicentinoresta comunque caratterizzato da un'accentuata divisione del lavoro tra imprese, che spiega come-anche in questo caso-esista un vasto reticolo di relazioni tra imprese committenti ed imprese subfornitrici. Date le caratteristiche del processo produttivo e di commercializzazione del prodotto appena descritto, la gamma dei prodotti di oreficeria è molto ampia, pur se di livello medio-alto per la capacità delle imprese locali di dare valore a prodotti standardizzati con finiture di tipo artigianale.
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Note sull'autore
Andrea Mandirola è fratello di Giorgio, titolare della M.G. Gold, la ditta che nel cyberspazio si chiama Fabbrica del Gioiello. E' diventato Gemmologo IGI nel diamante e si occupa del sito. Il responsabile, quindi, è lui
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