Ramadan: come adeguare i propri affari al mese sacro

Quest’anno il Ramadan è iniziato il 9 Luglio nel mondo musulmano: giorno in cui 1,6 miliardi di persone, il 23% della popolazione mondiale, hanno accolto il mese sacro. La maggior parte di queste trascorrerà 30 giorni tra digiuno e osservanze religiose. Oggi è molto più facile avere a che fare con gente musulmana a  lavoro, sia in ufficio che negli affari con paesi come E.A.U., Arabia Saudita, Egitto, Turchia, Pakistan, Indonesia, Malesia e molti altri.

La principale associazione che si fa con il Ramadan è solitamente il digiuno. Tuttavia, il mese comporta uno sforzo di gran lunga superiore, che va oltre l’astenersi dall’assunzione di cibo e acqua durante le ore diurne: le preghiere straordinarie, il restare svegli fino a tarda notte e un’enfasi accentuata sulla pazienza e la virtù sono anch’essi parte integrante dell’esperienza del mese sacro, che segna il mese in cui fu rivelato il Corano.

La gente non devota a questa religione potrebbe considerare l’osservanza annuale come un qualcosa che stravolge il normale andamento degli affari, tuttavia, a dir la verità, gli affari continuano. L’importante è comprendere i cambiamenti e i nuovi cicli a cui la gente deve sottoporsi durante il Ramadan e capire come poter riadattare le proprie pratiche lavorative, al fine di garantire che ogni comunicazione per noi necessaria non venga interrotta. Non tutti i musulmani digiunano durante il Ramadan: le persone malate, le donne in attesa, i bambini, chi è in viaggio e altri ancora, ne sono esenti. Sarebbe bene considerare, comunque, che la maggioranza degli adulti, in particolar modo chi lavora, dovrà digiunare.

Durante il Ramadan, la giornata lavorativa è quasi ruotata di 180 gradi e ciò è dovuto principalmente al digiuno. I devoti si svegliano prima dell’alba per far colazione. Una volta recitate le preghiere, possono iniziare la loro giornata o ritornare a dormire, in base all’orario e alla parte del mondo in cui si trovano. Le aziende, i governi e le organizzazioni in generale potrebbero modificare le loro giornate lavorative di conseguenza. La giornata di lavoro potrebbe iniziare la mattina presto e finire nel primo pomeriggio, permettendo così ai devoti di recitare le loro preghiere pomeridiane, dormire e sfuggire al calore.

Al tramonto, il digiuno si interrompe. Ciò comporta solitamente un pasto veloce, seguito da una preghiera e, successivamente, da un altro pasto o da qualche spuntino. Dopo aver soddisfatto l’appetito e rifornito le proprie energie, si ritorna al lavoro per la sera. La notte si trascorre nella moschea, dove si recita una speciale preghiera congregativa notturna.

La routine continua così per 30 giorni, a parte gli ultimi 10 giorni che sono considerati il periodo più importante del mese. La gente è solita dedicare la maggior parte della notte alle preghiere e alle attività straordinarie. In alcuni paesi e/o regioni, gli ultimi 10 giorni vengono concessi come vacanza obbligata, al fine di assicurare ad ognuno di potervisi dedicare adeguatamente.

Il mese termina con l’Eid ul-Fitr Festival, che consiste in una festività della durata di 3 giorni, anche se in molti paesi essa si prolunga per molto di più. In questo periodo il lavoro é sospeso nella maggioranza dei settori, in particolar modo in quello governativo, dell’educazione e dei servizi pubblici.

È importante tenere in mente che si sta trattando di una gamma di paesi che spazia dal Marocco alla Malesia, compresi tutti quelli limitrofi o racchiusi tra questi ultimi. Non tutti i paesi si adattano al Ramadan nello stesso modo: a Istanbul, in Turchia, non ci si dovrebbe sorprendere nel vedere un locale addentare una pizza per pranzo; in Arabia Saudita, al contrario, ciò sarebbe insolito. In alcuni paesi, il sistema scolastico adegua le giornate di lavoro o di vacanza agli orari di digiuno, in altri ciò non succede. È sempre meglio approcciarsi ad ogni paese individualmente e scoprire qualcosa in più chiedendo alle persone con cui si lavora quali sono i cambiamenti che dovrebbero essere adottati.

Se si lavora con il mondo musulmano, è importante comprendere come adeguare le proprie pratiche lavorative, in particolar modo se si hanno dei fini o degli obiettivi da raggiungere durante il mese. Una sollecita programmazione ti permetterà di continuare ad ottenere il meglio dalle persone, a patto che tu riconosca gli adeguamenti necessari. Ecco alcuni suggerimenti per chi dovrà viaggiare durante il Ramadan e per chi lavora a distanza con clienti o colleghi musulmani.

7 Suggerimenti per chi viaggia per lavoro

1. Rispetta il fatto che le persone stanno digiunando. Ciò non significa solo riconoscerlo: è segno di rispetto nei loro confronti non mangiare, bere, fumare, né masticare un chewing gum in loro presenza. Ci sono luoghi dove poter mangiare (i ristoranti, ad esempio) o, se proprio devi mangiare in ufficio, sii discreto. Se ti si offre qualcosa da bere ad un incontro, accertati di cosa stanno facendo le persone attorno a te: se la maggioranza o addirittura la totalità di esse sta digiunando, rifiuta gentilmente.

2. Non si può raggiungere il fine a cui si aspira tramite il digiuno se non si recitano anche le preghiere: la puntualità e le preghiere congregative diventano più frequenti. Pertanto, sii consapevole che non si potrà partecipare ad un incontro se questo coincide con le preghiere di mezzogiorno (zuhr) e del pomeriggio (asr). Ciò potrebbe incidere sull’orario in cui è possibile fissare gli incontri o risultare in interruzioni o abbreviazioni degli stessi. Assicurati che ognuno degli incontri da te organizzati sia fissato per la mattina presto o la sera.

3. È bene riconfermare gli incontri di lavoro un giorno prima della data fissata o anche il giorno stesso, anche se questa era stata stabilita solo pochi giorni prima. Potrebbero esserci un certo numero di ragioni per cui i partecipanti potrebbero essere in ritardo o dover cambiare i programmi. Probabilmente non servirà a evitare l’annullamento dell’incontro ma potrai almeno far sì che la tua giornata non risulti improduttiva. Tieni sempre pronto un piano B. Non importa quant’è frustrante: non darlo a vedere e chiedi gentilmente per quale data sarebbe possibile rifissare l’incontro.

4. Evita di spostarti in un paese musulmano durante gli ultimi 10-12 giorni del mese sacro se hai uno scopo importante o un obiettivo urgente. Le ragioni sono principalmente due: a) la gente è stanca e inizia a sentire il peso del digiuno, e b) in un certo senso, gli ultimi 10 giorni non “servono a nulla”, in quanto la gente si dedica ulteriormente a preghiere e attività straordinarie. Lavorare diventa sempre più difficile e le priorità della gente esulano dal lavoro. Fai in modo di  portare a termine i tuoi obiettivi nelle prime due settimane o dopo l’Eid ul- fitr.

5. Potresti notare che, dove prima si potevano indossare anche abiti informali, durante il Ramadan la necessità di vestire più modestamente diventa evidente. Le donne, in particolar modo, dovrebbero fare attenzione a vestire in modo conservativo, in accordo con le aspettative e le norme locali.

6. Sebbene non sia mai una buona idea, evita ogni sorta di discussione accesa. Il digiunare dalle 10 alle 15 ore al giorno (in base al fuso orario in cui ci si trova) richiede molta forza mentale e fisica e tutto ciò fa sì che la gente si senta debole. Non importa quanto tu voglia dare sfogo ai tuoi sentimenti, mandali giù o rischi di incrinare i rapporti e di perderci la faccia.

7. Se qualcuno ti invita all’Iftar (il pasto che segna la fine del digiuno), accetta. Ciò dimostra la sua volontà di instaurare con te un rapporto. Aspettati un banchetto e non un semplice pasto: dare agli invitati cibo in abbondanza fa parte della religione musulmana e rifiutarsi di mangiare sarebbe semplicemente una mancanza di riguardo. Approfitta di quest’opportunità per saperne di più riguardo alla persona che ti ha invitato e al Ramadan, ti sarà molto utile.

Un ulteriore suggerimento, se stai per incontrare qualcuno con il quale hai una gran voglia di costruire o rinsaldare una relazione, potrebbe essere quello di portargli dal tuo paese qualcosa di dolce e di tipico. Che siano biscotti, dolci o cioccolata, il gesto di offrirli in dono per celebrare il Ramadan ti farà guadagnare molti punti.

7 Suggerimenti per chi lavora a distanza

1. Se lavori con un team a distanza, in un paese in cui avrà luogo il periodo di digiuno, chiedi loro di illustrarti quali modifiche hanno intenzione di apportare alle loro ore lavorative o di delineare qualsiasi possibile cambiamento nelle loro pratiche ordinarie. È davvero improbabile che sia la loro performance che le loro ore lavorative non subiscano nessun adeguamento durante il Ramadan, anche se essi prevedono che sia così. Se sei il loro manager, se possibile mostrati flessibile nel cambiare le loro routine per ottenere il meglio da loro durante il giorno.

2. Trova una soluzione ai fusi orari e a ogni possibile conflitto tra di essi. Poiché i colleghi e i clienti a distanza sono sparpagliati nel mondo, aspettati che essi siano più produttivi durante le prime ore del giorno e programma gli incarichi più imporanti di conseguenza. Le chiamate e le conferenze via Skype dovrebbero tenersi durante le prime ore del giorno, in modo da ottenere il meglio dai loro livelli di energie, a quell’ora relativamente più alti. Se eri solito fare le tue comunicazioni ad un ora che corrisponde al loro tramonto, affrettati a cambiare le tue abitudini.

3. Sii consapevole che le scadenze e le priorità cambiano molto facilmente in molte parti del mondo musulmano. Ciò è comune indipendentemente dal Ramadan ma può tramutarsi in qualcosa di più problematico durante il mese sacro, in cui gli orari di lavoro sono sfasati e, di conseguenza, le comunicazioni sono scarse. Cerca di pianificare in anticipo, dando conferma e rimanendo in contatto, ma tieni sempre pronto un piano d’emergenza.

4. Se le tue e-mail non ricevono risposta, non è scortesia. Se si tratta di qualcosa di molto importante, è molto probabile che essi rimandino in attesa di trovare il momento in cui potranno rispondere adeguatamente. Non sorprenderti né sentirti obbligato a rispondere se ricevi delle e-mail nelle prime ore del mattino: la gente è solita stare sveglia fino a tardi e spesso passa parte del proprio tempo dedicandosi al lavoro. In ogni caso, essi non si aspettano che tu risponda immediatamente.

5. Se tu e il tuo team a distanza avete stabilito degli SLA (Accordi sul Livello del Servizio), concorda prima dell’inizio del Ramadan come i suddetti continuerano ad essere soddisfatti. Il Ramadan non è qualcosa che stravolge il normale andamento degli affari, quindi occorre che tu comunichi al tuo team o cliente quali cambiamenti e strategie adotterai al fine di garantire il normale raggiungimento degli obiettivi.

6. È bene considerare che gli ultimi 10 giorni del Ramadan, insieme a quelli in cui si celebra l’Eid, sono i meno produttivi. Pensa in anticipo a qualsiasi evento, incarico o incontro fissato per quest’intervallo di tempo e decidi se rimandare, anticipare o fissare una data diversa, in modo da evitare risultati indesiderati.

7. La pazienza è una virtù: se la comunicazione comincia ed essere frustrante, divergente o priva di risultati, rimani paziente. Non mostrarti ostile ed evita di far trapelare qualsiasi rancore durante la conversazione. È importante mostrarsi flessibile, collaborando con la controparte al fine di superare ogni sfida e risolvere qualsiasi questione. Quello che ci si aspetta è una certa comprensione.

Articolo scritto da Neil Payne e tradotto da Angela Candela per Kwintessential Ltd.

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