Enakapata è 'na capata
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by: moretti
Visualizzazioni Totali: 113
N° di parole: 1172
Data: Fri, 19 Jun 2009 Ora: 9:51 PM
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Il libro
Vincenzo Moretti, Luca Moretti
ENAKAPATA
Storie di strada e di scienza da Secondigliano a Tokyo
Ediesse Editore, Collana Carta Bianca, Prezzo 10 euro, Pagine 200
Questo lo hanno detto loro
Enzo Avitabile
Credere nei sogni e nelle probabilità. In questo libro c’è questo.
Attraverso il viaggio Vincenzo e Luca mostrano di credere nel sogno e
nella probabilità dell’incontro. Il che significa dire la verità.
Io i miei miti li ho incontrati tutti. Dal primo all’ultimo. E stasera
per rendere omaggio a questo evento e a questo libro io vi voglio far
sentire una devozione dialettale nostra antica. L’idea è quella di
usare lo strumento lì dove non arriviamo con le parole. La
contaminazione è anche questo, lo scambio è anche questo. Sono convinto
che tutto questo sia in sintonia con Enakapata, un libro che parla di
una città diversa, di una Secondigliano diversa, un cemento che si
muove verso il futuro nel rispetto di una storia, di un passato, di una
cultura.
Sergio Cofferati
A me il libro è piaciuto molto, vi ho trovato elementi di novità nella
forma e nel contenuto che non sono affatto disprezzabili. Mi sentirei,
cosa che non faccio molto di frequente quando mi capita di presentare
qualche libro, di sollecitare esplicitamente gli autori a riprovarci.
Negli altri casi non dico niente, e tanto basta. Qui invece c’è davvero
un elemento di novità che varrebbe la pena di sviluppare, di
approfondire, passando ancora per il vivere assieme, per qualche altro
viaggio, per qualche altro pezzo della vita in comune tra padre e
figlio.
Poi, perché no, c’è anche Riccardo, il fratello più piccolo che magari,
avendo da quel che mi ricordo un carattere un po’ più irriverente, sarà
nei confronti del padre un po’ meno gentile di Luca.
Luca De Biase
Enakapata è un colpo di genio. Il racconto scritto in forma di diario
da Vincenzo e Luca Moretti sul loro viaggio da Secondigliano al
Giappone. Nello stupore di ogni gesto, di ogni differenza, di ogni
pensiero. Nell’approfondimento delle dinamiche antropologiche e
tecniche del Riken, un megacentro di ricerche genetiche di Tokyo.
Bellissimo libro, ispirato dalle persone che lo popolano, come lo
scienziato Piero Carninci, il Nobel Ryoji Noyori e don Peppe detto
“Testolina”. Un colpo di genio. Che in lingua napoletana “è ‘na
capata”. Enakapata.
Mimmo Pennone
Da non perdere. Il viaggio che tutti vorremmo fare. Portandosi dietro
molto passato e tanto vissuto, cercando quello che altrimenti non
potremmo nemmeno immaginare. Enakapata, il libro di Vincenzo e Luca
Moretti, padre e figlio è tutto questo e tantissimo altro ancora. Un
viaggio cosi bello, così avvincente che fatichi a non pensare che sia
finto. E invece è tutto vero, raccontato con passione ironia e a tratti
anche con un pizzico di sana malinconia.
Bruno Ugolini
È un libro di viaggio singolare di un padre e un figlio intenti a rifare il filo del proprio rapporto.
Lui Vincenzo Moretti, è un uomo dalle esistenze molteplici: docente di
sociologia dell’organizzazione a Salerno, scrittore di libri e saggi,
ex sindacalista. Il figlio, Luca, è un giovane studioso di fisica e
cultura orientali, nonché componente, come suonatore di basso, nel
gruppo “Motor Sound”. I due scrivono il diario della esperienza di un
mese, a Tokio. È l’incontro tra due civiltà diverse, quella partenopea
e quella asiatica. Napoli, anzi Secondigliano, invade spesso il
racconto attraverso canali gastronomici e attraverso l’uso notturno di
Skype. Il tutto raccontato con occhi differenti e intrecciati.
Vincenzo è ospite del famoso centro giapponese di ricerca scientifica
Riken. Mentre il figlio alloggia in un hotel poco distante. Un mese
ricco di incontri tra i due che si vedono e non si vedono, alle prese
con Tokio. Mentre Vincenzo intervista Akira Tonomura l’inventore del
microscopio da un milione di volt, lo scienziato Piero Carninci, il
Nobel Ryoji Noyori.
Originale anche il titolo del libro, “Enakapata”: una testata, qualcosa
che colpisce, una cosa straordinaria. È il compendio del viaggio in
Giappone. Così come “Serendipity”, ovverosia scoprire una cosa non
cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra. Un misto di
genialità e di caso. Padre e figlio, napoletani a Tokio, insegnano
anche questo, con allegria e gusto del nuovo. E ci disegnano un futuro
che potrebbe essere anche nostro se da noi le cose andassero
diversamente.
Cristina Zagaria
È stata ’na kapata!!!!!!!!!! … Funziona … l’ho letto … senza fatica in
un giorno … è un libro diverso … e questo credo sia un grande pregio,
con diversi punti di interesse … e questa è la sua forza …
Riassumendo le mie tre pagine di appunti, la prima cosa che mi ha
colpito è lo stile. Il libro è scritto come fosse un continuo scambio
di mail. Ci sono anche alcune parti in inglese. Moretti è un blogger
appassionato e si vede. La sua scrittura è veloce, moderna, fresca.
E poi c’è la teoria della Serendipity, secondo cui partendo da un dato
anomalo si arriva ad elaborare una nuova teoria o ad ampliare una
teoria già esistente, stravolgendo il punto partenza (non è
fantastico!!!! Non dico solo nella scienza o nella sociologia, ma anche
nella vita).
Attenzione, però, il diario non è assolutamente un trattato
scientifico, direi piuttosto che è un’avventura, sul cui sfondo si
delinea anche il bellissimo rapporto tra padre e figlio. Vincenzo lo
sa, le pagine che più ho adorato del diario sono quelle scritte da
Luca, studioso di cultura giapponese, che riesce a portare il lettore a
passeggio nelle vie di Tokyo, tra presente e passato, tra realtà e
leggende.
La scheda
Cosa ci fanno assieme Ryoji Noyori, premio Nobel per la chimica, e zia
Concetta? Piero Carninci, lo scienziato che ha messo in discussione il
dogma del DNA, e don Peppe detto Testolina? Akira Tonomura, l’inventore
del microscopio da un milione di volt, e Pippone? Franco Nori, il genio
che lavora al computer intelligente, e Gennaro detto Topolino? La
risposta in Enakapata (espressione nippo-vesuviana, da «è ’na capata»,
letteralmente «è una testata», in senso figurato «è qualcosa che
colpisce, è una cosa straordinaria»), il resoconto di un viaggio che
comincia a Secondigliano e si conclude a Tokyo; un diario nel quale gli
autori, padre e figlio, raccontano della controversa periferia
napoletana e dell’organizzazione della scienza in Giappone, di luoghi e
volti della capitale giapponese appena incontrata e dei suoi paesaggi
metropolitani stupefacenti, di serendipity, ramen e shinsetsu, di
operai e magliari, in un alternarsi e incrociarsi di voci, sensibilità,
generazioni. Ne viene fuori un libro vitale, fisico, che afferra i
sensi con una lingua prensile che, in maniera leggera, accattivante,
divertente, paradossale, a tratti persino commovente, coinvolge il
lettore e lo porta lontano, in mondi sconosciuti e affascinanti.
Gli autori
Vincenzo Moretti,
53 anni, dirige la sezione Società, Culture e Innovazione alla
Fondazione Giuseppe Di Vittorio ed è professore a contratto di
Sociologia dell’Organizzazione all’Università di Salerno. È autore
delle rubriche «Della Leggerezza» su Nòva100-Il Sole 24 Ore, «Questioni
di senso» su NòvaLab-Il Sole 24 Ore, «Che senso che fa» su Il Mese di
Rassegna Sindacale. Il suo Dizionario del pensiero organizzativo
(Ediesse) è alla terza edizione.
Luca Moretti, 26 anni, bassista del gruppo napoletano dei Motor Sound, ha compiuto studi di fisica e di culture orientali.
Note sull'autore
Vincenzo Moretti, 53 anni, dirige la sezione Società, Culture e Innovazione alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio ed è professore a contratto di Sociologia dell’Organizzazione all’Università di Salerno. È autore delle rubriche «Della Leggerezza» su Nòva100-Il Sole 24 Ore, «Questioni di senso» su NòvaLab-Il Sole 24 Ore, «Che senso che fa» su Il Mese di Rassegna Sindacale. Il suo Dizionario del pensiero organizzativo (Ediesse) è alla terza edizione.
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