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La Liguria dice basta all'ancoraggio selvaggio



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by: fabio.cesali
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Data: Wed, 8 Apr 2009 Ora: 4:24 PM
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Lo sviluppo della nautica da diporto in questi ultimi anni ha portato con sè molte opportunità, ma anche qualche potenziale problema da risolvere. Ad esempio, è ormai risaputo che l'ancoraggio può procurare danni alle praterie di posidonia, un ambiente marino di primaria importanza che costituisce l'habitat indispensabile per organismi marini di ogni tipo. Dato che l'ancoraggio nelle Aree Marine Protette è già regolamentato dai decreti istitutivi e dai regolamenti approvati dagli enti di gestione mentre nulla è previsto per il resto dei fondali, la Regione Liguria ha messo allo studio un piano che prevede il divieto di ancoraggio per tutti i natanti di lunghezza superiore a cinque metri in ben 26 siti, dal confine con la Francia sino alle Cinqueterre. Secondo il presidente di UCINA, l'unione dei cantieri navali italiani, è proprio questo il principale limite dell'iniziativa: in assenza di una politica unitaria, le regioni vanno allo sbaraglio con regole che rischiano di risultare disomogenee, come se il codice della strada cambiasse ad ogni confine regionale. Senza contare che cinque metri sono davvero pochi. Aldilà di queste considerazioni, occorre rilevare che in Italia non si intravede una politica di tutela del mare degna di tale nome, ma che sia diffuso un atteggiamento piuttosto singolare, in virtù del quale, a fronte di una congenita incapacità - o forse di una mancanza di volontà - di porre freno alle più micidiali minacce costituite da inquinamento industriale, overfishing e pesca illegale, si finisca sempre con lo sparare nel mucchio, occupandosi di problemi di magnitudine minore, sempre e solo sulle spalle dei cittadini, che al contrario delle lobby industriali e della pesca non hanno la possibilità concreta di opporsi e difendersi. da certi provvedimenti. Per l'amor del cielo: i posidonieti sono un patrimonio irrinunciabile, e ben vengano le norme di tutela. Semplicemente, ci piacerebbe ravvisare lo stesso zelo nella lotta ai problemi più pressanti del Mare Nostrum, ormai ridotto ad un deserto e flagellato quotidianamente dallo strascico illegale sottocosta, dalle spadare abusive, dai datterari e da strumenti di pesca legale ma non per questo meno micidiali come le reti da circuizione, responsabili della semidistruzione di interi stock ittici di pelagici come la ricciola (seriola dumerilii). Altrimenti il sospetto è che l'intera manovra serva unicamente a introdurre ulteriori balzelli per il cittadino diportista, ad esempio con le note boe intelligenti, che trasformano l'ormeggio in un servizio prenotabile online con carta di credito.

 Salone Nautico di Genova

Note sull'autore

Fabio Cesali


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