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5 per mille per L'Abruzzo



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by: Salvalog post
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N° di parole: 517
Data: Fri, 24 Apr 2009 Ora: 9:25 AM
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Dopo aver letto e riletto delle vicende Abruzzesi, mi sono posto molte domande in merito. La mia attenzione si è focalizzata sul tema ricostruzione, per comprendere le modalità concrete di rinascita e futuro dei miei “vicini di casa”. Ho cercato di capire da cittadino libero, quali criteri sociali, fondi a disposizione, possibilità geologiche e tecnologie si potessero considerare buone, affinché il popolo colpito dal sisma ritornasse presto ad una vita normale.

Ho scoperto che ci sono molte proposte interessanti ma, di chiacchiere se ne fanno ancora molte e di concreto alla fine, c’è solo un forte vociferare che desta solo scompenso e confusione. Poi, leggendo un articolo di (micromega), e scopro che una proposta tra le tante, è proprio quella di attingere risorse dal fondo IRPEF (per chi non lo sapesse l’IRPEF è una tassa che si applica sul reddito complessivo di soggetti che possiedono redditi, in denaro o in natura, ai quali è applicata un'imposta graduale).
Ma come procurarsi rimedi dal fondo IRPEF se sono tasse dedicate allo Stato?
Semplice! Recuperando fondi dal ricavato delle donazioni cinque per mille. Il 5 per mille è una scelta in virtù della quale il cittadino-contribuente, può legare, dal proprio IRPEF liberamente il 5 per mille del totale, al sostegno d’enti che svolgono attività socialmente rilevanti come: no profit, ricerca scientifica, sanitaria, volontariato, e varie.
Tanto per chiarire, il 5 per mille non è una tassa, anche se inserita nel contesto IRPEF, e nessuno ci può far credere che lo sia solo per invitarci alla donazione pilotata. In secondo luogo, se lo stato dovrà scegliere di destinare il contributo 5 per mille per la ricostruzione in Abruzzo, molte attività fondamentali per il nostro sistema sociale, si vedranno private di un sostegno basilare per la continuità delle loro attività.
Sento il dovere di precisare che: la risorsa cinque per mille è un aiuto speciale con il quale il cittadino offre sostegno a realtà d’assoluta importanza per la collettività (da non confondere con il contributo 8 per mille, che non ha nulla a che vedere con le attività sociali di sostegno e di ricerca, poiché viene ripartito fra lo Stato e diverse confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge).
Per citare un esempio, anche la Protezione Civile gode del famoso 5 per mille. Questa organizzazione a tutela del cittadino che riconosciuta dallo stato come servizio nazionale, sarebbe in qualche modo punita dalla manovra e quindi, penalizzata nel suo normale svolgimento professionale. In poche parole verrebbero a mancare sostegni utili per lo sviluppo delle loro più comuni attività di soccorso. Non a caso, anche la protezione civile, grazie al contributo del cinque per mille, ma non solo, è stata in grado di attrezzarsi al meglio per fronteggiare le emergenze più disparate.
La possibilità di attingere fondi dal 5 per mille, non sembra essere la sola manovra penalizzante. Il pugnale nel petto non è l’esser penalizzati! In tali situazioni è un piacere poter togliersi un tozzo di pane per aiutare il prossimo! Ma è doloroso scoprire che, nonostante il nostro paese abbia collezionato tragedie su tragedie, non si è mai stati in grado di amministrare fondi speciali per intervenire in questi casi....( leggi tutto l'articolo )... 

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