Birmania: legalizzato il partito della San Suu Kyi
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by: Marseo
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Data: Wed, 14 Dec 2011 Ora: 8:08 AM
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È passato più di un anno dalla liberazione della leader dell'opposizione birmana e premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi ed ora il suo partito è stato ufficialmente legalizzato e i suoi rappresentati sono ammessi a candidarsi alle future elezioni legislative parziali in programma ad inizio 2012. Il voto in programma è per eleggere 40 deputati alla camera bassa e 6 senatori.
Nelle scorse settimane una delegazione della Lega Nazionale per la democrazia aveva boicottato le elezioni di Novembre e aveva presentato alla commissione elettorale la documentazione richiesta per iscrivere il proprio partito alla lista di quelli ufficialmente riconosciuti.
ieri è stata annunciata l'approvazione del nuovo status della formazione di Aung San Suu Kyi, che già nel 1990 aveva superato la formazione sostenuta dal regime, conquistando 392 seggi su 485 totali. Questo risultato non è stato validato dalla giunta militare che aveva incarcerato la Leader stessa, che hai poi passato 15 anni agli arresti domiciliari, fino alla liberazione avvenuta lo scorso anno.
Aung San Suu Kyi ha deciso di recarsi nella capitale birmana, Naypyidaw, per definire le ultime formalità necessarie per il riconoscimento del partito. Questo certifica che si stanno compiendo passi in avanti sulla via delle riforme e delle aperture democratiche che per quasi 50 anni è stato governato da una feroce dittatura militare.
Negli ultimi mesi, precisamente da quando l'ex generale Thei Sein è divenuto Capo dello Stato, si sono registrate iniziative significative e innovative, come ad esempio le 2 amnistie che hanno permesso a centinaia di detenuti politici di lasciare il carcere, altra importante novità è la legalizzazione dei sindacati, l'eliminazione della censura preventiva e l'istituzione di una Commissione per i Diritti Umani.
Note sull'autore
L'articolo chiarisce come in questi anni anche un paese con una situazione molto particolare come la Birmania, dove da sempre è al comando una ferocissima giunta militare, le cose stanno cambiando, con la scarcerazione di Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace e con la salita al comando di Thei Sein.
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