L'Umbria e il federalismo
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by: supersoul
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Data: Fri, 24 Apr 2009 Ora: 12:26 PM
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A proposito del federalismo e delle problematiche ad esso connesse, in particolare per una regione piccola come la nostra, vorrei introdurre un punto di vista, per così dire, ribaltato: le dimensioni ridotte possono rappresentare un vantaggio competitivo.
Parlo di competizione perché di questa si tratterà una volta attuato il federalismo. Ogni regione adotterà una politica atta a mantenere e aumentare i residenti nel proprio territorio, a mantenere e aumentare gli insediamenti industriali e via dicendo.
Di conseguenza sarà essenziale avere una strategia di marketing regionale vincente. E questo deve accadere il prima possibile, prima che le posizioni di vantaggio competitivo vengano occupate da altri.
Le piccole dimensioni della nostra regione dovrebbero garantirci dei tempi di decisione più corti da parte degli enti locali e della PA in genere, rispetto a giganti come la Lombardia , il Lazio ecc. Questo significa che lattuazione di un progetto regionale richiederebbe tempi più brevi permettendoci di essere più reattivi rispetto allattualità e più efficienti e tempestivi nella fornitura dei servizi ai cittadini e alle imprese.
Il parametro di riferimento sarà la qualità della vita e su questo non partiamo certo battuti. Ma per caratterizzarci allinterno di un mercato così affollato dobbiamo compiere un salto di qualità deciso in una direzione precisa e al più presto.
Per non limitarmi alle mere enunciazioni, senza per altro pretendere di avere lidea giusta, provo di seguito ad abbozzare una prima mossa strategica.
Alla fine della scorsa campagna elettorale Berlusconi annunciò con grande enfasi la creazione della PA digitale che avrebbe fatto risparmiare allo Stato un sacco di soldi e spazzato via per sempre la carta dalle amministrazioni pubbliche. Da allora se ne sono perse le tracce.
Probabilmente molte cose si fanno e non emergono, certamente sono allo studio riassetti importanti che potrebbero dare un ordine allarcipelago di enti (dal DIT al CNIPA, dal Formez alla Commissione permanente per linnovazione tecnologica per non citarne che quattro) che hanno il compito di guidare lICT pubblica, ma certo, per ora, una politica chiara, coraggiosa, fatta di poche e decisive azioni non si vede.
Il problema è la vischiosità di un apparato elefantiaco, che per tradizione e vizio non prende decisioni e non opera scelte in tempi plausibili in un mondo che corre a velocità doppia rispetto solo a un decennio fa. lUmbria con le sue dimensioni ridotte e la sua agilità potrebbe essere la regione guida per lattuazione della PA digitale, un laboratorio vivente dal quale attingere indicazioni ed esperienze per il piano nazionale. Questa potrebbe essere la prima posizione strategica da occupare.
Da tale posizione di vantaggio si potrebbe pensare ad un progetto-regione incentrato sulle tecnologie e i media digitali ( internet,telefonia mobile ecc.) e sulle loro applicazioni a servizi di pubblica utilità. Le ricadute in termini di qualità della vita e di competitività del territorio sarebbero enormi. Un ambiente altamente tecnologico e dotato di servizi allavanguardia, sposato alla dimensione umana delle nostre città e alla bellezza del paesaggio, ci doterebbero dei requisiti essenziali per attrarre residenti e imprese.
In tutto il pianeta ormai è stato appurato che le amministrazioni pubbliche possono e devono svolgere un ruolo decisivo: quello di attivatori strategici per la creazione di piattaforme collaborative pubblico-privato sulle quali far nascere progetti innovativi. Solo così un territorio può a pieno titolo partecipare alla competizione internazionale. Lhanno capito a Udine, lhanno capito a Torino, lhanno capito a Tullin, a Helsinki perché non dovremmo capirlo noi? Disponiamo di un territorio che si può definire una città-regione, che è posizionato al centro della penisola, vicino a Roma e quindi logisticamente ben servito. Un territorio omogeneo geograficamente e culturalmente, un laboratorio ideale per testare nuovi servizi, sperimentare nuove soluzioni, nuove tecnologie ecc.
Questa credo che sia la sfida che attende la nostra regione nei prossimi anni : o rimanere periferia o entrare nella competizione internazionale con le proprie caratteristiche originali e uniche.
Note sull'autore
Franco Porchetti
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