Sionismo tra storia, realtà e falsificazioni
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by: Arianna DP
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Data: Wed, 2 Sep 2009 Ora: 9:21 AM
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La rivendicazione
sionista della terra di Israele si basa sui testi dell’Antico Testamento,
secondo il quale gli ebrei che anticamente popolavano quelle terre sono il
popolo eletto a cui Dio ha concesso
La quasi totalità della popolazione ebraica mondiale non ha alcun legame storico, geografico o genetico con la terra di Israele. La rivendicazione è basata su un castello di sabbia asciutta frutto di una lunga manipolazione di massa.
Golda Meir, un Primo Ministro Israeliano, disse al Le Monde nel 1971 :
“Questo paese esiste in quanto mantenimento di una promessa fatta da Dio
stesso. Sarebbe ridicolo porsi domande in merito alla sua legittimità”.
Di seguito:
- Spiegheremo perché molti ebrei non hanno alcune legame storico con la terra di Israele;
- Chiariremo che il Sionismo non è altro che un movimento politico estremista e come gli ebrei, ovvero coloro che seguono il Giudaismo, siano stati le maggiori vittime di questo imbroglio;
- Punteremo sul fatto che esiste una religione ebraica ma non una razza ebrea.
La condanna che non è preceduta dall’indagine è la massima forma di
ignoranza
Albert Einstein.
Punto I: Origine
geografica degli Ebrei (askenazi).
Ad affermare che la gran parte degli ebrei non ha alcun legame genetico con l’Israele biblico ed in generale con i semiti sono diversi intellettuali antropologi (Arthur Koestler in The Ththirteenth Tribe: The Kazar Empire and Its Heritage, Sandor Nagy, The forgotten Cradle of the Ungarian Culture; S. W. Baron A Socila and Religious History of the Jews), tra cui persino alcuni ebrei, che nelle loro diverse opere hanno confermato la discendenza ebraica dal popolo dei Khazari (un popolo importantissimo quanto poco conosciuto che era distribuito sulle attuali terre della Russia meridionale fino alle montagne del Caucaso).
Alfred M. Lilienthal, ex funzionario del Dipartimento di stato statunitense, ha definito questi fatti il “tallone di Achille di Israele” perché dimostrano che le rivendicazioni sioniste non hanno aclun fondamento.
Chi erano i Khazari e
le prove del loro legame con gli abrei.
Secondo gli storici i Chazari discenderebbero dalla tribù dei Tukik nota con il nome di Unni. Lo loro vasta collocazione vedeva occupare i luoghi dall’Asia centrale, Europa centrale, Siberia, Cina
ed India settentrionale. La popolazione risultava un insieme di diverse tribù frutto dell’incrocio di molti popoli orientali come i Cinesi ed i Sumeri.
Nel 740 d.C. circa, il re khazaro Bulan si convertì alla religione giudaica e tutto il suo popolo fece lo stesso. Leggenda vuole che il re fu spinto a compiere questo passo da alcune visioni, ma si trattò chiaramente di una mossa politica per evitare di essere assorbito dal mondo cristiano da una parte, e quello islamico dall’altra.
Ciò che oggi è certo è che i Khazari, antenati di almeno il 90% di quelli che oggi definiamo “ebrei” (ebrei ashkenazi) non avevano nulla a che spartire con Israele.
Punto II: il legame dei
Khazari con i Sumeri. Origini non semite.
Il legame dei Khazari con i Sumeri è fondamentale per comprendere i fatti di oggi.
Di questo particolare punto ci serviremo delle parole di David Icke (tra parentesi le nostre osservazioni):
Una frazione del popolo Khazaro, nota come i Magiari, discendono dal popolo Sumero.
….
Tutto questo è per chiarire che numerose fonti documentano che quello che definiamo il popolo “ebreo” in origine derivò da Sumer, (“la culla della civiltà”) e i sumeri non erano semiti (ceppo linguistico appartenente ai popoli arabi, giordani e nord africani).
Perciò è del tutto inesatto parlare di “antisemitismo” riguardo al popolo ebraico. Gli stessi ebrei, viste le lunghe persecuzioni, sono le prime grandi vittime di questa manipolazione di massa attuata da alcune potenti persone che si definiscono ebrei (come i Rothschild) ma che poi si sono dimostrati essere attivamente impegnati a portare avanti queste atrocità (finanziando Hitler, incentivando l’atroce olocausto e promuovendo infine l’instaurazione violenta di uno stato ebraico in Palestina)
Koestler scrisse che la
storia delle origni degli Ebrei “inizia ad apparire come il più crudele
imbroglio che la storia abbia mai preparato”.
Così continua Artur Koestler:
“la grande marcia verso occidente venne ripresa….e continuò senza interruzioni per quasi tre secoli fino alla seconda guerra mondiale, divenendo lo strumento principale per la formazione delle attuali comunità ebraiche dell’Europa, degli Stati Uniti e di Isralele”.
e ancora:
“geneticamente essi [gli ebrei] sono più vicini agli Unni, Uiguri e ai Magiari che alla progenie di Abramo, Isacco e Giacobbe. In questo caso, il termine “antisemitismo” perderebbe ogni significato, essendo basato su un equivoco di fondo condiviso sia carnefici che dalle vittime.”
Punto III. Il
Sionismo è un movimento politico estremista seguito da una minoranza molto
potente
ll termine sionismo deriva dal monte Sion, il
primitivo nucleo della città di Gerusalemme.
"Gerusalemme" deriverebbe dalle radici ur, cioè altura, montagna, e
shlm, pace: quindi monte (poi città) della pace.
Il movimento sionista fu fondato alla fine dell’Ottocento, con lo scopo di
creare uno stato ebraico in cui potessero trovare una patria tutti gli Ebrei
sparsi nel mondo e spesso perseguitati.
Il sionismo acquistò nuova forza a seguito dell’Olocausto,o Shoah, cioè dello
sterminio degli Ebrei ad opera dei nazisti.
Theodor Herlz è il fondatore dell’organizzazione del movimento sionista
Gli Ebrei si suddividono in due grandi gruppi, gli Ashkenazi e i Sefarditi, che una volta erano situati in Spagna e Portogallo. Daniel Elazar, al Centro di Gerusalemme per gli Affari Pubblici, scrisse che “alla fine dell’undicesimo secolo, il 97 (novantasette) per cento degli Ebrei era Sefardita, ma la percentuale cambiò drammaticamente nel corso dei secoli e nel 1931 gli Ebrei Ashkenazi erano oramai il 92 per cento del Mondo Ebraico”.
Esiste infine una esigua minoranza nota come Ebrei Mizrahi, che discendono dalla
comunità ebree stanziali del Medio Oriente, gli unici veri ebrei semiti
completamente ed armoniosamente integrati con la cultura araba da secoli.
Oggi gli Ashkenazi dominano
completamente la società israeliana
sia nel numero che in termini di controllo. Organizzazioni ebree come
Jack Bernstein, un ashkenazo americano trasferitosi in Israele scrive a tal proposito in un articolo ( the life of an American Jew in Racist-Marxist Israel) la gerarchia vigente nel paese da lui stesso definito Razzista-Marxista.
“Gli Ashkenazi sono in cima alla società, chiaramente, seguiti dai Sefarditi e dopo, ironicamente, arrivano gli Ebrei Mizrahi, che discendono dalla comunità ebree stanziali del Medio Oriente. Al fondo della botte ci sono i neri Ebrei Etiopici che si sono a lungo lamentati del razzismo a cui sono sottoposti dai loro fratelli superiori. Sotto a tutti questi stanno ovviamente gli Arabi Palestinesi”.
Non sono né gli ebrei né gli arabi a rappresentare l’origine dei problemi in Palestina, ma quel movimento ideologico moderno che risponde al nome di sionismo.
La propaganda dei media internazionali
ha, nel tempo, associato il sionismo all’ebraismo, usando i due termini
quali sinonimi; in tal modo, chiunque si mostrasse critico nei confronti del
movimento sionista veniva immediatamente giudicato, di conseguenza, anche
anti-semita, con tutto quello che questa infame accusa comporta.
In realtà il sionismo è un movimento di ispirazione laica,
nato nel XIX secolo ed inizialmente osteggiato dalla maggioranza degli ebrei,
in quanto il suo presupposto risulta blasfemo all’interno della dottrina
ebraica.
Come ebbe a dire il Rabbino Aharon Cohen,
dell'associazione Neturei karta:
“l'Ebraismo e il Sionismo sono due concezioni totalmente e diametralmente
opposte.
L'Ebraismo è un antico modo, che
risale a migliaia di anni fa, di vivere secondo la volontà di Dio, pieno di
contenuto morale, etico e religioso.
Il Sionismo è relativamente giovane – poco più di cent'anni - ed ha una
concezione secolare e nazionalista, completamente priva di etica e di morale.
Tuttavia, bisogna dire che ci sono gruppi religiosi, tra il Popolo Ebraico, che
sono stati influenzati ed infettati dalla filosofia nazionalista sionista ed
hanno, scorrettamente e falsamente, “attaccato” il Sionismo addosso
all'Ebraismo, andando contro gli insegnamenti dell'Ebraismo come è stato
tramandato da generazioni.[...]
[Dalla diaspora] fino ai giorni nostri il Popolo Ebraico è, per decreto divino,
in esilio, nel quale noi dobbiamo essere leali cittadini delle nazioni in cui
ci troviamo e ci è proibito sotto giuramento di tentare di uscire dall'esilio
con le nostre forze.
Ci è proibito sotto giuramento di tentare di formare un nostro Stato in
Palestina.
Trasgredire questi divieti costituirebbe una ribellione contro i voleri del Dio
onnipotente e siamo a conoscenza delle gravissime conseguenze di un tale
tentativo. [...]"
Conclusioni
La rivendicazione della terra di Israele non ha alcun fondamento storico così come non ha alcun fondamento storico definire il popolo ebreo “semita”. Dobbiamo stare attenti all’uso improprio che viene volutamente fatto di certi termini per confondere noi e le carte in tavola.
Il controllo sionista della maggior parte dei media permette l’esistenza di un network che non darà mai agli Arabi una benché minima possibilità di giustizia o di comprensione dei fatti reali. Idem per il pubblico generale: la possibilità di sentirsi dire la verità.
Troppo spesso infine, quando l’uomo ascolta una notizia del genere, è talmente assuefatto da simili scandali che non gli da quasi più peso. E’ così che lo status quo si perpetua.
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