Russia e Europa si incontrano a Vienna per dare il via all’unificazione degli standard
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by: ferkin
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Data: Wed, 9 Nov 2011 Ora: 8:07 AM
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La notizia è che Russia e Europa sono fermamente decise a collaborare per uno standard unico; l’obiettivo è evitare ripetizioni di test e procedure burocratiche di ottenimento dei certificati Gost e ISO; la situazione è complessa e mai così vivace da questo punto di vista.
E’ utile infatti per prima cosa cercare di chiarire il soggetto di cui ci accingiamo a parlare ed in secondo luogo comprendere l’evoluzione degli eventi che hanno portato a questa situazione; infine provare a speculare su quello che potrà succedere in futuro, in particolare se la certificazione Gost R per la Russia rimarrà o verrà inglobata nel sistema europeo al fine della semplificazione i commerci.
Ma cos’è uno standard? L’organizzazione mondiale del commercio, il WTO (annex 1 dell’accordo TBT), definisce uno standard come un documento approvato da un organismo riconosciuto che esplicita, per un uso comune e ripetuto: regole, linee guida, caratteristiche per prodotti, processi o metodi di produzione relativi, il cui rispetto non è fatto obbligatorio. Può inoltre riferirsi esclusivamente alla terminologia, ai simboli, al confezionamento, alla marchiatura o all’etichettatura. Questo lo distingue per esempio dalla regolamentazione tecnica: che è invece un documento con cui un organismo riconosciuto rende obbligatoria la conformità di prodotti, metodi o processi di produzione ad essi legati, alle sue direttive.
In Russia tutto ciò che riguarda la standardizzazione, la regolamentazione tecnica e la metrologia è gestito dall’ente governativo Rosstandart ed il sistema è generalmente denominato Gost-r o Gost standard, questi non esauriscono il fitto complesso di certificazioni in vigore in Russia, ma comunque ne coprono una vasta parte.
Sono stati proprio esponenti dell’agenzia Rosstandart, in collaborazione con l’organizzazione degli imprenditori russi ad incontrarsi a Vienna il 2 e 3 novembre scorsi, al fine di trovare punti di discussione a favore della semplificazione dei rapporti commerciali tra Russia e Europa.
Il commercio tra Russia e paesi appartenenti all’Unione Europea registra di fatti flussi estremamente cospicui e soprattutto in crescita, nei soli primi sei mesi del 2011 le importazioni in Russia sono cresciute del 49% rispetto all’anno precedente. Ovviamente troviamo esportazioni russe di materie prime, in particolare energetiche come gas e petrolio, contro esportazioni verso la Russia di prodotti industriali finiti, automobili, alimentari, abbigliamento e calzature.
L’obiettivo comune per i prossimi anni è quindi, per le due grandi economiche mondiali, quello di ridurre gli ostacoli burocratici ai propri scambi, anche in vista della ormai prossima entrata della Federazione Russa nel WTO. Una potenza del mercato degli idrocarburi come la russa Gazprom, è infatti in procinto di adottare 100 standard europei per i suoi prodotti e servizi.
Oltre all’entrata della Russia nel Wto, i prossimi anni vedranno la cementificazione dei rapporti con gli altri paesi del CSI, sull’onda della creazione dell’unione doganale Euroasiatica, nel 2014 è per esempio già previsto uno standard ferroviario unico.
L’unificazione degli standard e della regolamentazione tecnica, trova comunque molti e pesanti ostacoli: per prima cosa il desiderio di mantenimento di autonomia commerciale dei vertici russi, che vedono gli standard come uno strumento di protezionismo (che comunque dovrà essere eliminato in seno al WTO secondo gli accordi TBT e SBS) e la lobby russa delle autorità di certificazione che potrebbero vedere ridursi il proprio mercato in conseguenza di profonde semplificazioni burocratiche.
Note sull'autore
Matteo Ferrara è il direttore di TechSert, autorità leader nel campo della certificazione Gost in Russia
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