Dipendenza da internet: si è svolto a Milano il primo congresso internazionale

Lo scorso marzo si è svolto a Milano il primo congresso internazionale sulle dipendenze da Internet, argomento particolarmente pressante nella nostra epoca.

Il primo congresso internazionale sulle dipendenze da internet (1st International Congress on Internet Addiction Disorder), svoltosi a Milano il 21 e 22 marzo 2014, è stato un’ottima occasione per fare il punto della situazione e per sviscerare il problema delle nuove dipendenze, dalla dipendenza da social network alla dipendenza sessuale.

Nella due giorni organizzata da ESC Team si sono susseguiti interventi di esperti provenienti da vari paesi, che hanno cercato di capire sia le cause che generano questo tipo di disturbi, sia i metodi impiegati nei vari paesi per trovare una possibile cura.

La prima considerazione da cui partire è che la dipendenza da rete esiste. Si tratta, è vero, di un disturbo poco conosciuto e non così facile da diagnosticare, ma ciò non toglie che si tratta di una vera e propria dipendenza, simile per certi aspetti ad altri tipi di dipendenze più conosciute, da alcol o droghe, per esempio. E c’è dell’altro: all’origine di dipendenze diverse potrebbe esserci una causa comune, e ciò è dimostrato dal fatto che persone che sviluppano una dipendenza da computer in età giovanile, per esempio, da adulti possono diventare dipendenti da droghe.

Altra considerazione importante riguarda la natura multiforme delle web dipendenze: i soggetti che sviluppano l’internet addiction disorder, infatti, possono avere una dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo online, dei siti pornografici, ma anche dei social network o della ricerca spasmodica di informazioni in rete. Disturbi molto diversi tra di loro, che possono colpire persone diverse anche per fascia d’età, e per i quali non esiste un trattamento e una cura unici. Per fare un esempio, in Italia si è sperimentata una terapia del teatro per i giovani dipendenti da videogiochi, e che consiste nel far loro recitare la parte dei loro avatar. Un tipo di trattamento che si è rivelato efficace, ma che difficilmente sarebbe adattabile nel caso di adulti affetti da porno dipendenze. Ad ogni diverso tipo di dipendenza, quindi, dovrebbe corrispondere un diverso tipo di trattamento.

Per quanto riguarda i diversi tipi di cura per le web dipendenze, dal congresso è emerso che in paesi diversi vengono proposti trattamenti diversi, il che dimostra come, nell’affrontare il problema, ci siano diversi approcci culturali. La Corea, per esempio, è uno dei primi paesi ad aver dato forma ad un vero e proprio piano volto a curare e prevenire l’internet addiction disorder, che comprende dei test studiati per capire il livello di rischio tra gli adolescenti, programmi rieducativi per i soggetti a rischio e trattamenti ospedalieri. In altri paesi, tra cui Germania e Giappone, il trattamento dei bambini considerati a rischio passa per la permanenza in appositi campi, mentre in Francia l’accento è posto maggiormente sul fattore educativo, nel senso che si spinge per un’educazione all’uso corretto della tecnologia nelle famiglie.

Un altro punto interessante da notare è che i diversi tipi di dipendenza causano un certo livello di isolamento dal mondo esterno, e tale disturbo è conosciuto con il nome di “Hikikomori”. Un fenomeno che, secondo il professor Tamaki Saito, è diffuso a livello globale, anche se presenta delle differenze da paese a paese: se in paesi come Spana e Italia, dove il senso di appartenenza alla famiglia è molto radicato, il soggetto si isola all’interno delle pareti domestiche, nei paesi nordici sono più frequenti i casi di chi decide di andare a vivere per strada.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – web marketing agency

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