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L'allergia primaverile, come combatterne i sintomi



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by: francotrani63@gmail.com
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Data: Wed, 16 Jun 2010 Ora: 2:53 PM
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Con l’arrivo della primavera arriva per molti di noi anche il tempo degli starnuti e degli occhi rossi. Arriva il tempo dell’allergia da polline che negli ultimi tempi si sta sempre più diffondendo soprattutto tra i giovani e i giovanissimi. Il nostro corpo riconosce le molecole di polline come dannose e quindi si dedica totalmente alla loro espulsione. Nei casi meno gravi la sintomatologia si risolve in starnuti e lacrimazione eccessiva ma può arrivare alla apparizione di macchie cutanee o vomito. La scoperta delle allergie da polline è di antica data e risale al 1859 quando Charls Harrison Blakley, medico di Manchester, ne provò gli effetti e cominciò a studiarle per descriverne sintomatologia e processi di sviluppo.

Ma se per la prima volta proviamo questa sgradevolissima sensazione come facciamo a scoprire a quale polline di quale pianta siamo allergici? È necessario insomma determinare quali tipi di sostanza il nostro corpo riconosce come minaccia per evitare il più possibile l’esposizione ad esse. Il consiglio è quello di recarsi in un centro allergologico alla prima comparsa dei sintomi e di effettuare delle prove allergiche. Queste consistono nella somministrazione sottocutanea di sostanze riconosciute comunemente come stimolatori di allergie. Una volta riconosciuta la categoria di sostanza acui si è intolleranti si andranno a testare tutte le specie di quella categoria. Se, per esempio, una persona presunta allergica si reca in un centro specializzato con l’intento di scoprire quale sia la causa del suo malessere, il medico provvederà, tramite delle piccole incisioni sulla pelle e la loro contaminazione con le sostanze a rischio, a stabilire a quale categoria allergologica appartengono le sostanze che disturbano il paziente. Se, poniamo il caso, risulteranno altamente irritate quelle zone di incisione bagnate con pollini di graminacee, il medico passerà in rassegna le maggiori famiglie di graminacee per scoprire nello specifico quali di queste provocano l’allergia del paziente. In base ai risultati sarà consigliata una terapia che dia sollievo al paziente.

Ovviamente esistono terapie naturali e terapie farmacologiche. Tra i rimedi naturali esistono alcune piante in grado, conosciute fin dall’antichità, in grado di dare sollievo a coloro che soffrono di allergia: la Perilla, proveniente dall’Asia Orientale; l’Adatoda Vasica, un piccolo arbusto sempre verde che cresce sulle pendici dell’Himalaya , usato dalle popolazioni locali come balsamico per bronchiti e tossi; il Ribes Nigrum utilizzato oltre che per allergie anche per curare l’asma bronchiale e stati febbrili. I rimedi naturali, molto utili e privi di controindicazioni, sono indicati per affrontare sintomatologie molto leggere.

Se si dovessero manifestare sintomatologie più forti e debilitanti di qualche starnuto ogni tanto, fino ad arrivare all’affiorare di macchie cutanee, il consiglio è quello di rivolgersi ad una clinica specializzata e intervenire con una cura farmacologica mirata.

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Franco Trani


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