Article Marketing Italiano

Benvenuto Guest

Search:

Article Marketing Italiano » Scuola » Scuola di counseling relazionale a Brescia e Cremona

Scuola di counseling relazionale a Brescia e Cremona



Visualizza PDF | Visualizza per la Stampa
by: noham
Visualizzazioni Totali: 13
N° di parole: 828
Data: Mon, 7 Nov 2011 Ora: 7:53 AM
0 commenti

  Nella definizione di counseling elaborata da Assocounseling si fa riferimento al fatto che l’intervento di counseling “utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici”, come a dire che dietro ad ogni prassi c’è una determinata visione.

counseling-immagine.jpgIl counseling relazionale nasce dalla considerazione che l’essere umano diventa persona nella relazione con l’altro e sviluppa le sue capacità biologiche e la sua identità attraverso le occasioni a lui proposte dagli incontri con le persone essenziali della sua vita, dai pensieri che scaturiscono da queste esperienze e che orientano le sue azioni.

Queste esperienze relazionali quando sono imbrigliate all’interno di sentimenti oppositivi o improntate su atteggiamenti d’insofferenza, evitamento, equivoco etc.. possono ostacolare  l’armonica evoluzione della persona o soffocarne la creatività costringendola in copioni ripetitivi e limitanti di comportamento e di una visione asfittica e distanziata di se stessi nella relazione con il mondo, la vita, il proprio corpo.

Il counseling nasce come innesco delle innate risorse della persona, da cui far scaturire naturali processi di miglioramento nell’instaurare, vivere, affrontare le situazioni relazionali che la vita propone.

Il Counseling relazionale agisce nel senso di una ri-educazione alla singolarità del rapporto umano come luogo di produzione di conoscenza, di senso e di possibilità. La relazione come il luogo naturale nel quale scoprire l’Impensabile per me.

L’azione ri-educativa si rende possibile attraverso l’applicazione dei principi che sono a fondamento e ispirazione dell’Associazione e della scuola di Couseling Relazionale individuati in:

- Emanuel Levinas (1905-1995) al quale si deve l’affermazione che “l’identità non sta nel soggetto ma nella relazione” e che il corpo “ è l’estensione dell’anima fino all’estremità del mondo e fino al confine di sé, l’uno nell’altra, intricati e indistintamente distinti, estesi, tesi fino a spezzarsi (…) Prima di essere uno spazio geometrico, prima di essere l’ambiente concreto del mondo heideggeriano, il luogo è una base. Perciò il corpo è l’avvento stesso della coscienza. Non è affatto una cosa. E non solo perché è abitato da un’anima, ma perché il suo essere appartiene all’ordine dell’evento e non del sostantivo. Esso non si pone, è la posizione. Non si situa in uno spazio già dato – ma è l’irruzione nell’essere anonimo del fatto stesso della localizzazione”[1];

- Friedrich Salomon Perls (1893 – 1970) fondatore della psicoterapia della Gestald. A lui si deve l’evidenziazione del fatto che il rapporto individuo-ambiente è fonte di crescita e di stimolazione e che l’elemento fondamentale di tale rapporto è il contatto, “Il contatto è dato dalla capacità dell’individuo di rispondere in modo creativo e flessibile con persistenza e chiarezza, all’interno di un ambiente che suscita interesse e corrisponde ai suoi bisogni”[2] e l’importanza dello stare nel Qui, Ora in quanto “l’autorealizzazione – che è lo scopo di ogni persona- è possibile solo se la ‘consapevolezza del tempo e dello spazio’ penetra ogni angolo della nostra esistenza; fondamentalmente essa è il senso dell’attualità, l’apprezzamento dell’identità della realtà e del presente”[3]. Ma anche che "La frattura più profonda, da lungo tempo radicata nella nostra cultura e di conseguenza data per scontata, è la dicotomia mente/corpo: la superstizione che esista una separazione, ancorché una interdipendenza, di due diversi tipi di sostanza, quella mentale e quella fisica(…). Né l'uno né l'altro. Noi siamo organismi, noi (cioè qualche misterioso io) non abbiamo un organismo. Siamo un'unità integrale, ma abbiamo la libertà di astrarre molti aspetti da questa totalità. A-strarre, non sot-trarre, separare."

- Carl Ramson Rogers (1902-1987) fondatore della terapia non direttiva o centrata sul cliente dal quale apprendiamo l’importanza di “fidarsi del cliente”[4], di lasciare cadere le braccia e imparare a rinunciare alla direttività.

- La Scuola tibetana di Vairochana dalla quale apprendiamo che l’essenza del “movimento corporeo” è produrre molte forme e serve a coordinare e guidare l’energia vitale (il prana), all’interno e all’esterno del corpo per creare l’ unione. L’unione di quel che è separato ( mente-corpo-spirito) e nella separazione soffre. Da qui l’importanza di sviluppare la consapevolezza della respirazione.

- Wilhelm Reich (1897-1957) e Alexander Lowen (1910-2008) che impongono all’attenzione la centralità del corpo descritto come armatura a carattere muscolare di cui si può venire a capo attraverso un percorso fatto di movimento e analisi.

- Jacob Levi Moreno (1889-1974) da cui prendiamo la centralità della "spontaneità" e della "creatività" e il loro dinamico divenire. La spontaneità viene definita come quello "stato psichico che rende il soggetto disponibile ad attivare le proprie energie ed ha la funzione di liberare la creatività." Quest’ultima è un quid allo stato potenziale che si definisce solo nell’atto concreto: si risolve nel fornire risposte adeguate a situazioni nuove o nuove risposte a situazioni già affrontate.

 

Per informazioni sulla scuola visita il sito scuola di counseling

 

 


[1] E. Levinas Dall'esistenza all'esistente, Marietti, Genova, 1986
[2] F.S.Perls, L’approccio della Gestalt, Astrolabio, Roma, 1977
[3] F.S.Perls, L’Io, la fame e l’aggressività, Franco Angeli, Milano, 1995
[4] C.R.Rogers, La terapia centrata- sul- cliente,Martinelli & C., Firenze, 1994

Note sull'autore

http:\\www.dimensionecounseling.it


Votazione: Non ancora votato

Commenti

Add Comment

You do not have permission to comment. If you log in, you may be able to comment.
   by SEOVISION di Davide Cobelli - seo verona - P.IVA 04016620231