Supera gli ostacoli

 

Perché un corso sulla “resilienza psicologica”? Ho deciso di

scrivere un testo su questo argomento perché ritengo che sia

importante, ora come ora, osservare attentamente lo scenario

sociale che abbiamo di fronte ogni giorno. La realtà quotidiana

con la quale dobbiamo confrontarci,

e necessariamente interagire,

si presenta sempre più spesso come un difficile puzzle da

risolvere; a volte possiamo percepirla come un agglomerato

informe di frustrazione, rabbia e ansia, altre come un tunnel senza

via di uscita, altre ancora come un condensato di paure.

Nonostante sia chiaro che le difficoltà economiche sono tra le

cause più frequenti della caduta di autostima e di altri

comportamenti rinunciatari, non possiamo non notare, giorno

dopo giorno, un progressivo calcificarsi delle capacità emotive e

intellettive delle persone. Ciò significa che si sta perdendo la

forza di reagire alle situazioni difficili e questo è in gran parte il

risultato di una “perdita di memoria”, di come eravamo, di come

le generazioni precedenti hanno affrontato le rovine della seconda

guerra mondiale, ad esempio, e di come sono state capaci di

riprendere in mano la loro vita dopo quella immane catastrofe, per

ricominciare da capo.

 

Dalle storie che sentiamo raccontare dai

media traspare che, per molte persone, risulta sempre più difficile

superare le difficoltà materiali e morali che si presentano

quotidianamente.

 

L’alto tasso di omicidi/suicidi verificatisi negli ultimi periodi è la

riprova di questa dolorosa incapacità, da parte delle persone più

fragili, di non riuscire nell’intento di trovare soluzioni a traumi o

situazioni estreme di disagio materiale ed emotivo. Non si tratta

di debolezza o inadeguatezza; tutti ne siamo interessati e variano,

ovviamente, da persona a persona, le modalità di reazione, di

rielaborazione degli avvenimenti traumatici. In questo corso

affronto ed esamino le principali cause di disagio che sono

responsabili di molte situazioni penose.

 

Cercherò di suggerire,con l’aiuto di esercizi pratici, quali possono essere i metodi per

sviluppare un atteggiamento resiliente e ottenere così la

percezione di avere il controllo, almeno sulla nostra persona, dal

momento che spesso gli eventi possono essere solo accettati.

L’atteggiamento che si vuole risvegliare in queste pagine è

proprio quello resiliente, per far sì che sempre più persone

possano riprendere le redini della propria esistenza continuando a

sperare. L’invito è ad assimilare la lettura con la pratica degli

esercizi proposti, solo così si otterranno buoni risultati.

 

Che cos’è la resilienza psicologica

 

Fin dagli inizi della sua applicazione, la psicologia si è

concentrata prevalentemente sulla cura delle varie patologie per

fare in modo che i pazienti potessero guarire o, quanto meno,

convivere al meglio e gestire i sintomi e le conseguenze prodotti

da un trauma.

 

Definizione del termine “resilienza”

È stato nella seconda metà del ’900 che, con l’espansione di nuovi

criteri, come per esempio la psicologia umanistica inizialmente e

la psicologia positiva in seguito, ha cominciato ad affermarsi e a

prendere piede un nuovo paradigma. Si tratta di una diversa

visione che ha portato gli psicologi a dirigere le proprie ricerche

verso la parte cosiddetta “sana” dell’individuo, sulle risorse e a

sviluppare dei metodi e delle strategie per potenziarle. È così che

si è verificato un passaggio significativo dalla precedente

tendenza, orientata alla cura della malattia, al più utile e proattivo

incremento dell’attenzione alla salute.

Caratteristiche della resilienza

Non è questa la sede per approfondire i fondamenti della

psicologia, tuttavia ci interessa comprendere la particolare idea

legata a quanto appena espresso. Il concetto al quale ci riferiamo è

chiamato salutogenesi ed è stato elaborato dagli studiosi con

l’intento di identificare le componenti del benessere psicologico.

Gli studi si sono sviluppati dai dati ottenuti dalle numerose

interviste fatte alle persone superstiti dell’Olocausto. Il risultato di

questa inchiesta portò a individuare il concetto di autocoerenza

che, in base a quanto appurato, comporta tre componenti

fondamentali della personalità, indispensabili per garantire e

rispettare ogni metodo che promuova la salute. Stiamo parlando

della capacità di esercitare un controllo sulle situazioni, pure se in

modo parziale o addirittura immaginandolo solamente. Questo

perché è importante riuscire a percepire la possibilità di poter

agire sulla situazione che ci ha creato disagio, elemento

fondamentale nei momenti di difficoltà. Abbiamo, poi, la seconda

caratteristica importante: la comprensibilità.

 

Comprendere e riorganizzare quanto di minaccioso ci sta

accadendo aiuta ad affrontare le situazioni difficili; e infine il

significato, cioè l’esito delle due attitudini appena descritte, unito

alle esperienze di vita personale e a un quadro d’insieme più

esteso. Il significato di quello che ci sta accadendo va sempre

ricercato, indagato; è il modo più veloce per avviare una verifica e

tenerci ancorati alla realtà dell’accaduto, togliendo spazio alla

mente che inizierebbe un delirante andirivieni.

SEGRETO n. 1: le componenti fondamentali per creare

benessere psicologico sono tre: esercitare autoconoscenza,

esercitare controllo, esercitare comprensibilità.

 

 

 

 

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