Corsi Paracadutismo
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by: ametris
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Data: Mon, 11 May 2009 Ora: 5:39 PM
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…chissà quante volte ve lo sarete sentito dire…
Ma avete mai pensato che oggi è possibile stare davvero “con la testa fra le nuvole” nel senso letterale della frase?
Beh, se vi piace fermarvi spesso a guardare il cielo, o magari vi piace semplicemente immaginarvi liberi di volare fra le bianche nuvole… il paracadutismo sportivo è ciò che fa al caso vostro.
Infatti, oggi è possibile realizzare il sogno del volo umano frequentando corsi di paracadutismo presso una delle tante Scuole operanti in Italia.
Una tra le più serie ed importanti del nostro Paese è la Scuola di Paracadutismo Sportivo “Skydive Marche” che sorge presso l’Aviosuperficie del Fermano” di Fermo.
Questo Centro, rinomato in tutta Europa e sede dei prossimi Campionati Italiani di Paracadutismo 2009, offre a tutti coloro i quali abbiano compiuto i sedici anni d’età (limite minimo di legge per poter accedere ai corsi) l’opportunità di provare tutte le meravigliose sensazioni che offre la caduta libera, in tutte le sue forme.
Eh già, perché il Paracadutismo Sportivo è caratterizzato da tante, diverse specialità che hanno in comune un unico, principale elemento denominatore: l’aria.
Difatti, esistono vari modi di volare in caduta libera, tutti ormai inquadrati in discipline praticate anche in modo agonistico e per le quali si disputano anche campionati nazionali e mondiali.
Passiamo a dare un’occhiata a queste specialità.
Innanzitutto, esiste il Lavoro Relativo (RW – Relative Work), disciplina tra le prime ad essere praticate nel mondo e consistente nell’effettuazione di figure in caduta libera da parte di formazioni di paracadutisti da un minimo di due elementi fino ad arrivare all’incredibile numero di 400 persone in un’unica formazione.
Di più recente introduzione, poi, è il Freefly, disciplina inventata dal tedesco Olav Zipser, consistente nella realizzazione in caduta libera di figura tridimensionali. In questo tipo di volo, gli atleti, in squadre da 2 elementi più un videoman, riescono a muoversi nell’aria in tutte le posizioni possibili: in piedi, a testa in giù, seduti. La fantasia e la rapidità d’esecuzione delle manovre rendono incredibilmente spettacolari le esibizioni dei “freeflyers”, i più “ribelli” fra i paracadutisti moderni.
Simile al Freefly è poi il Freestyle, specialità nella quale gli atleti, stavolta singolarmente ed accompagnati in caduta libera da un videoperatore, si esibiscono in esercizi mutuati dalla ginnastica artistica. Capriole, avvitamenti, spaccate ed altre figure realizzate nella maniera stilisticamente più bella impegnano gli “skydivers” in sfide entusiasmanti ed all’ultimo fiato, molto belle da seguire attraverso i video utilizzati dai giudici per le valutazioni degli esercizi.
Una variante del Freestyle è lo Skysurf, disciplina inventata e resa famosa dal celebre paracadutista francese Patrick De Gayardon. In questa specialità, le classiche figure del Freestyle vengono realizzate da paracadutisti muniti di una tavola simile ad uno snowboard, fissata ai piedi. Il risultato di questa “stravaganza” consiste nel realizzare in cielo figure simili a quelle che è possibile ottenere praticando il surf sulle onde del mare o sulle piste da sci.
Molto spettacolare, poi, anche perché facilmente seguibile dagli spettatori a terra, è il Lavoro Relativo a Paracadute Aperto (CRW – Canopy Relative Work). Questa specialità consiste nell’effettuazione di straordinarie formazioni di paracadutisti a paracadute aperto, realizzando colorate figure nel cielo, molto belle da vedere, anche perché, spesso, i paracadutisti utilizzano vele variopinte e molto appariscenti. Pensate che sono state realizzate formazioni di CRW nelle quali hanno preso parte oltre 50 paracadutisti: uno spettacolo davvero incredibile!!!
Ancora, esiste la tradizionale e difficile disciplina della Precisione in Atterraggio. Difatti, molti paracadutisti si cimentano in gare nelle quali l’obiettivo è quello di “centrare” un bersaglio fissato sul terreno di circa 3 cm di diametro (come una monetina da 100 Lire), saltando da una quota di circa 1000 metri sul livello del suolo, e pilotando il paracadute con dolcezza ed, appunto, precisione, facendo i conti con il vento, sempre pronto a fare qualche “dispetto” ai competitori.
Di recentissima introduzione è la specialità delle Tute Alari (o Wingsuits), altra invenzione di De Gayardon. Grazie a particolari tute munite di membrane che uniscono tra loro le braccia e le gambe dei paracadutisti formando una specie di ali, è possibile volare in caduta libera per un tempo molto più lungo (di circa 2 o 3 volte), trasformando il corpo umano in una sorta di aliante. Bellissime ed impegnative sono le formazioni realizzate dagli “skyflyers”, spesso rese ancora più spettacolari con l’utilizzo di fumogeni attaccati alle gambe, che trasformano le esibizioni in spettacoli degni delle “Frecce Tricolori”, ossia la Pattuglia Acrobatica dell’Aeronautica Militare. Solo che, a differenza di quest’ultima, si utilizza solo il corpo umano per tracciare nel cielo disegni colorati ed impalpabili.
Ed ancora il volo Atmo, creato da Marco Tiezzi e Gigliola Borgnis, usando il proprio corpo l’atmonauta diventa come un’ala di un aeroplano, grazie alla portanza diminuisce i tempi di caduta libera, creando lunghe navigazioni con la possibilita di costruire formazioni.
Nota è oramai gli spettacoli creati dagli stessi in occasione degli Airshow, che si svolgno ogni due presso la spiaggia di Lido di Fermo, creando il tricolore in caduta libera distribuito lungo tutto il litorale!
Come dite? Vi è venuta un’irrefrenabile voglia di cimentarvi in una di queste fantastiche discipline?
E’ facile realizzare il vostro sogno. Basta frequentare uno dei Corsi impartiti dalla Skydive Marche.
Come dicevamo, unici requisiti necessari per accedere ai “First Jump Courses” è il compimento dei sedici anni d’età (per i minorenni è però necessario l’assenso dei genitori) e l’assenza di disturbi cardiaci.
Poi, nel giro di un paio di weekend di training, dopo aver acquisito le necessarie nozioni di meteorologia, conoscenza dei materiali, delle procedure di sicurezza e delle tecniche di volo, è possibile effettuare il primo lancio dall’aereo.
I corsi effettuati sono di due tipi: il corso con progressione a mezzo fune di vincolo ed il corso con progressione A. F. F. (Accelerated Free Fall – Caduta Libera Accelerata) corsi aff. Con la prima metodologia d’insegnamento, l’allievo effettua i primi lanci da una quota di circa 1500 metri, con l’apertura automatica del paracadute dopo circa 3 secondi dall’abbandono dell’aeromobile. Invece, nel Corso A. F. F., l’allievo effettua i primi lanci direttamente in caduta libera, da una quota di oltre 4000 metri, accompagnato inizialmente da due qualificati istruttori e da un videoperatore, pronti a correggere in tempo reale, con opportune segnalazioni, gli eventuali errori commessi durante il volo.
Entrambi i corsi sono finalizzati al conseguimento della Licenza Ministeriale di Paracadutista Sportivo, la “patente” con la quale è possibile praticare il paracadutismo in tutto il mondo.
In più, per coloro i quali non si sentano pronti ad affrontare uno dei Corsi esaminati, ma sono ugualmente desiderosi di provare la sensazione della caduta libera, è possibile effettuare Lanci Tandem, senza frequentare alcun corso: saldamente assicurati ad un esperto istruttore mediante una speciale imbracatura, ci si lancia in “freefall” da una quota di più di 4000 metri, accompagnati da un paracadutista munito di telecamera sul casco per riprendere tutte le fasi dal volo, dai momenti della preparazione a terra, al momento dell’uscita dall’aereo sino all’apertura del grande paracadute rettangolare, senza dimenticare la fase del dolce atterraggio al suolo.
La domanda che viene rivolta più spesso ai paracadutisti, ovviamente, è: “e se il paracadute non si apre?”. Naturalmente, il paracadutismo sportivo è uno sport particolare che, nel corso degli anni, ha vissuto una notevole evoluzione tecnica. Oggi, lanciarsi da un aereo in volo è uno tra gli sports più sicuri al mondo. Pensate che, per numero di incidenti, il paracadutismo sportivo non compare nemmeno fra gli sports più pericolosi, preceduto, come frequenza di infortuni, da specialità ben più diffuse quali il calcio, il pugilato o gli sport motoristici in generale, giusto per fare qualche esempio.
Infatti, tutti i paracadutisti si lanciano portando con sé sulle spalle, oltre al paracadute principale, anche un paracadute ausiliario, azionabile nel caso (rarissimo) di malfunzionamenti della vela primaria. Inoltre, nel caso d’incoscienza del paracadutista, entra in azione un dispositivo elettronico che provvede all’automatica apertura del paracadute, senza alcun intervento umano. A tutto ciò, si aggiungono anche strumenti ottici ed acustici che danno ai paracadutisti l’esatta consapevolezza della quota e dotazioni di protezione quali caschi particolari che consentono lo svolgimento dell’attività sportiva in assoluta sicurezza.
La Scuola di Paracadutismo Sportivo “Skydive Marche”, diretta da uno dei veterani del paracadutismo italiano, Ilario De Marchi (membro, tra l’altro, della squadra italiana che ha partecipato al già citato Record del Mondo di Lavoro Relativo a 300 elementi), e composta da istruttori qualificati in tutte le discipline, è quindi in grado di realizzare il vostro sogno di libertà.
Perché, alla fine di tutto, il paracadutismo è proprio questo: il modo migliore e più entusiasmante per sentirsi liberi, vivi, protagonisti di un fantastico sogno ad occhi aperti…Note sull'autore
ametris
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