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Viaggio in Birmania, tra sogno e realtà - 1 parte /Come viaggiare informati



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by: redwilliam
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Data: Sat, 26 Nov 2011 Ora: 11:27 PM
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Un viaggio in Birmania per aiutare un paese ad aprirsi al mondo. Viaggio in Birmania, tra sogno e realtà - 1 parte “Si ritorna al Mandalay”, cantava Rudyard Kipling, dopo aver ceduto al fascino della Birmania. Al crocevia di diverse civiltà, questo magico paese unico continua a stregare i viaggiatori. La Birmania ribattezzata Myanmar dalla giunta militare, guidata da una delle dittature più repressive al mondo, nonostante i recenti segnali di apertura delle autorità. Chi vuole viaggiare in Birmania deve quindi cercare di capire cosa si nasconde dietro le apparenze. Qui più che altrove, è necessario recarsi da viaggiatore responsabile, essere consapevoli dei problemi legati al turismo, ma anche la necessità di aprire questo bel paese, interagendo con i suoi abitanti. Da Yangon al paese Shan, diario in sei tappe per esplorare le bellezze della Birmania, tra sogno e realtà. Alcuni suggerimenti per i viaggi responsabili Dovremmo andare in Birmania? Dal momento che il paese ha aperto ai visitatori, la questione divide gli spiriti. Nel 1996, in occasione del lancio della campagna del governo “Visit Myanmar Year” Aung San Suu Kyi, leader del Partito Democratico, ha chiesto il boicottaggio del turismo. Si denuncia la violazione dei diritti umani commesse dalla giunta e ha denunciato il monopolio governativo sull’industria del turismo. “La maggior parte dei soldi derivanti dal turismo finisce direttamente nelle tasche dei generali”, aveva dichiarato Oggi la situazione è cambiata. Sempre più spesso, il settore turistico privato prende il sopravvento sull’offerta governativa. Se una parte delle vostre spese andrà al governo (biglietti d’ingresso nei siti), la maggior parte del vostro denaro andrà a beneficio della popolazione locale. Consapevoli di questi effetti positivi per l’economia locale, Aung San Suu Kyi ha deciso il 20 maggio 2011, la revoca del boicottaggio. Chiede, però, ai viaggiatori di assumersi la responsabilità, di “trovare un equilibrio tra interessi commerciali e sociali.” Viaggio in Birmania, sì, ma rispettando le regole Per fare in modo che la popolazione tragga benefici dal tuo viaggio , si devono rispettare molte regole Primo: Rinunciare ai viaggi organizzati Secondo: preferite gli autobus, gestiti da società private, rispetto a treni, aereo e nave. Terzo: boicottare resort e alberghi gestiti dal governo. Quarto: scoprire i molti luoghi inesplorati che esistono nel Paese per evitare per quanto possibile, le tasse d’ingresso ufficiali. In Birmania, più che altrove, è necessario viaggiare con lo zaino in spalla. Perchè è fuori dai sentieri battuti che si entra più facilmente a contatto con la popolazione. In questo paese tagliato fuori dal mondo da oltre 50 anni, il commercio con gli stranieri sono utili alle persone. Faccendo prova di sensibilità, il viaggio può aiutare ad aprire un paese al mondo da tempo dimenticato. Sei pronto per l’avventura? Armati di pazienza e partiamo…Mingalaba (Buongiorno). Un caleidoscopio naturale e umano “Questa è la Birmania, un paese che è diverso da qualsiasi altro paese”, scriveva Rudyard Kipling dopo essersi innamorato della Birmania. Dall’alba al tramonto, i giorni sono punteggiati da canti che si innalzano nei monasteri. La maggior parte dei birmani sono vestiti in longyi tradizionali, a quadretti per gli uomini, floreale per le donne. Si truccano,come i loro figli, con thanaka, una pasta di colore beige a base di corteccia di albero. Le bocche delle persone sono nere di Betel, uno strano composto che masticano continuamente tutti gli strati sociali medio bassi (e non solo) del Myanmar: una foglia verde su cui viene spalmata della calce e dentro cui viene messo del tabacco e una sostanza dura rossa. Tradizione contadina viva e vegeta, la Birmania è anche un mosaico culturale di una singolarità rara. Il paese ha avuto influenze provenienti da India, Cina, Thailandia, Nepal e Bangladesh. Otto nazionalità rappresentano circa 51 milioni di abitanti del paese: Bamar (70% della popolazione), e “minoranze etniche”, cioè gente Shan, Karen, Karenni, Lun, Kachin, Chin e Rakhine (Arakan o ). Per non parlare di molte comunità indù, cinesi, nepalesi e bengalesi …. le minoranze etniche sono soggette a tante persecuzioni da parte della giunta, compreso l’uso sistematico del lavoro forzato La pluralità etnica e’ accompagnata da una diversità, geografica straordinaria. I paesaggi più diversi si succedono in un’area poco più grande della Francia (678500 km ²). Dalle coste paradisiache del Sud del paese che ricordano la Malesia, alle cime delle montagne del Nord, che confinano con l’Himalaya, attraverso lussureggianti foreste tropicali e savane deserte. Il paese offre tante opportunità Organizzando il viaggio, tuttavia, devi tenere presente che molte aree del paese sono vietate agli stranieri. Si tratta soprattutto di quelle zone dove si svolgono lotte armate contro le minoranze etniche. A presto Fabio Rusconi

Note sull'autore

Viaggiare e’ la grande passione della mia vita e a questa ho dedicato la mia vita stessa. Ho scelto di lavorare nella ricezione turistica, settore in cui opero da piu’ di 20 anni, in giro per il mondo. Fabio Rusconi


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