Il rinvio a luglio della Tares costringerà Basiglio, comune più tassato d’Italia, ad indebitarsi per garantire i servizi ai cittadini.

Secondo le disposizioni del decreto Salva-Italia, lo slittamento a luglio dell’incasso della prima rata della Tares, nuova tassa che andrà a sostituire Tarsu e Tia, causerà non pochi problemi ai comuni italiani.

Il comune di Basiglio, ai vertici della classifica nazionale per quel che riguarda l’Irpef pro capite versata dai suoi residenti, è tra i primi a denunciare la situazione. Marco Flavio Cirillo, primo cittadino di Basiglio, da sempre impegnato nella tutela del territorio e dei suoi cittadini, intervistato a Ballarò, non ha esitato a far sentire la sua voce di fronte a questa situazione delicata. Fino allo scorso anno la prima rata per il servizio di ritiro e smaltimento dei rifiuti veniva incassata tra marzo e aprile, garantendo il flusso di cassa costante necessario per pagare le aziende che forniscono i servizi ambientali.Ora, sottolinea il Sindaco Cirillo, Il comune dovrà coprire i costi dei primi sei mesi di servizio con risorse proprie. Una spesa elevata che costringerà il comune ad indebitarsi con le banche. Per i servizi Amsa il comune versa annualmente circa un milione di euro, cifra che fa impallidire di fronte alla prima tranche dei trasferimenti ricevuta dallo Stato di soli trecento euro.

Questo problema, sostiene Cirillo, non toccherà soltanto Basiglio ma coinvolgerà la maggior parte dei comuni italiani, una conseguenza delle disposizioni del governo Monti che hanno gravato sull’economia dei comuni italiani lasciandoli sull’orlo del dissesto finanziario e in balia delle banche.

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