Poliphemo, il Taurasi “Naturale”

Triple A non è un metro di misura che uso per valutare i vini, per chi non lo sapesse, “Triple A” è un marchio ideato da un noto distributore di vini, che racchiude diverse aziende che aderiscono ad un manifesto che stabilisce i criteri secondo cui produrre vini il più possibile “naturali” grarantendo così la salubrità del vino e la non conformità agli standard semi-industriali dei vini “convenzionali”.
Vini naturali vuol dire vini prodotti da uve coltivate in regime di agricoltura biologica o biodinamica, quindi senza l’utilizzo di concimi e fitofarmaci chimici in vigna, vuol dire utilizzare solo lieviti autoctoni naturali, non filtrare, nè chiarificare i vini e limitare al massimo l’aggiunta di anidride solforosa nei vini. Tutte queste pratiche daranno a volte vini straordinari altre volte vini meno entusiasmanti, ma è il bello della natura!
Luigi Tecce vignaiolo campano di Paternopoli in provincia di Avellino dai suoi 4 ettari di vigneto produce un solo vino, il Poliphemo, un Aglianico Taurasi DOCG, ha deciso che il suo doveva essere un vino il più possibile naturale, dimostrando così grande rispetto per la terra che coltiva e per i consumatore che acquisteranno il suo Taurasi.
Soltanto 5.000 le bottiglie prodotte ogni anno, eppure questa micro azienda vitivinicola è sempre più spesso sulla bocca degli addetti ai lavori e non solo. Il vino di Luigi Tecce è ormai considerato una delle migliori espressioni di Aglianico in purezza.
Al naso è integro e con un ventaglio aromatico molto ampio, accenni balsamici e frutta rossa matura, more e amarene, poi viola e eleganti note speziate. All’assaggio si presenta molto elegante con tannini sottili, palato pieno, ricco e appagante, finale caldo e decisamente lungo.

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