La valutazione del rischio in azienda

La sicurezza in materia di lavoro è strettamente importante, sia per i dipendenti sia per il datore di lavoro. Gli incidenti che accadono spesso in ambito lavorativo sono molti, in calo rispetto agli anni passati, ma sempre troppi per quello che riguarda le cosiddette morti bianche.

In un’azienda, che sia edile o commerciale, di pubblicità o industriale, la sicurezza è d’obbligo. Gli incidenti sul lavoro non accadono solo nei luoghi di estrema pericolosità, ma anche in ufficio seduti davanti al PC.

Per tutti questi motivi, è obbligatorio stilare il documento di valutazione del rischio, il quale è redatto dal datore di lavoro, dal RSPP (responsabile servizio protezione prevenzione) e dal medico competente (nominato dal datore di lavoro). Queste tre figure hanno il compito di eseguire il documento della valutazione del rischio (DVR) sul luogo di lavoro. Il datore di lavoro non può delegare la valutazione del rischio a nessun altro e in aziende, dove vi è anche un RLS (responsabile lavoratori di sicurezza) sarà invitato anche quest’ultimo, insieme al RSPP e al medico e datore di lavoro, ad apporre la firma sul DVR.

Datore di lavoro o nel caso ci sia l’ RSPP, sono tenuti a seguire un corso di sicurezza aziendale per poter poi essere in grado di valutare i rischi presenti. Per questo, aziende come Baap Srl di Padova, organizzano corsi di sicurezza e corsi di aggiornamento per l’RSPP.

Innanzitutto, il DVR è lo studio comparato delle probabilità e della gravità di un evento negativo con conseguente studio delle misure di sicurezza che possono modificarlo. Esso è calcolato attraverso la formula: R = P X G (rischio uguale probabilità per gravità).

Queste due variabili sono inserite in una tabella nel cui asse delle ascisse e delle ordinate troviamo rispettivamente la probabilità e la gravità del rischio da 1 a 4 (dove uno indica lieve e improbabile e 4 gravissimo e altamente probabile), una volta individuate le coordinate si otterrà un numero che sarà il rischio di quella determinata malattia o infortunio. Il rischio più alto equivale al 4 per 4, quindi 16, affibbiato solo a tre lavori considerati estremamente pericolosi, quali l’astronauta, il manutentore di piattaforma petrolifera e di centrale nucleare.

Per iniziare a stilare il documento di valutazione del rischio si devono individuare le sorgenti di pericolo e i fattori di rischio, attraverso un’individuazione delle aree omogenee dei lavoratori e un’azione di prevenzione e miglioramento del rischio.

Il rischio di incorrere in infortuni o malattie professionali è comunque ridotto dall’utilizzo di DPC (dispositivi di protezione collettiva) che diminuiscono la probabilità, e DPI (dispositivi di protezione individuale) i quali incidono sulla gravità. In ogni caso il documento della valutazione del rischio evidenzia anche il fatto che in ambito lavorativo, qualsiasi esso sia, rimane comunque un rischio residuo, pari a uno.

Un esempio pratico, se parliamo del lavoro del cuoco, uno dei rischi con la valutazione più alta in cui può incorrere è quello del congelamento (in cella frigorifera) e dell’esplosione (dall’utilizzo del forno a gas e dei fuochi). In questo caso come DPI il cuoco indosserà una tuta bardata, ogni volta che entra nella cella frigorifera, come DPC invece sarà installato un rilevatore di presenza che dopo un determinato periodo di tempo di permanenza nella cella inizierà a suonare.

Articolo a cura di Stefania Mazzucato
Prima Posizione Srl – Web Marketing Agency

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