Boom nelle vendite di auto usate: dove sta la crisi?

L’inizio del nuovo anno riporta il sorriso nel settore legato alle vendite di vetture usate che registrano un volume d’affari quasi doppio rispetto a quello delle auto nuove. Le aspettative dunque, fermo restando il trend positivo registrato a gennaio e febbraio, sono più che rosee ma in questa analisi non possiamo non considerare alcuni aspetti che rendono il mercato delle auto usate in Italia, ben più critico che in altri Paesi.

In primis, emerge la generale insicurezza dei consumatori nei confronti dei concessionari o dei rivenditori, sfiducia frutto di una rete commerciale professionale con ancora svariate lacune in tema di garanzie per acquisto non conforme; a seguire emerge che i rivenditori non sanno come selezionare l’usato ed anzi continuano a considerarlo solamente come il canale di scarico del nuovo. La presenza di offerte low price è pressoché inesistente e nelle esposizioni si tende a preferire auto della casa madre della concessionaria oltre che auto sportive tedesche, SUV ed utilitarie nazionali a discapito del settore auto ecologiche (Ibride, GPL, Metano).

Ad oggi, le compravendite dell’usato in Italia avvengono in prevalenza tra privati. Oltre ad accompagnarsi ad un meccanico di fiducia, i primi segni che indicano l’usura di un veicolo sono l’usura del volante, pedaliera e del cambio: più vengono usati, più si consumano. Un libretto con tutti i timbri regolari, è sinonimo di ulteriore garanzia.

Detto questo, è necessario verificare che la vettura non sia rubata e rimessa sul mercato con documentazione falsificata. Allo stesso tempo è utile accertarsi che non vi siano ipoteche o fermi amministrativi pendenti (qualche multa o qualche rata di un finanziamento saltato e scatta la “fregatura”). Detto questo, a prescindere dal chilometraggio, attenzione alle quotazioni di mercato (forum, riviste di settore, etc..); soprattutto in questo frangente, vale la regola: informarsi bene per contrattare meglio.

 

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