Venezia: atmosfere d’inverno

Venezia è sempre Venezia, d’estate o d’inverno la sua magia non si esaurisce mai e ogni stagione le dona colori indimenticabili e irripetibili, anche se per gran parte dell’anno è decisamente ‘affollata’. Il carnevale, ad esempio, è un momento di grande richiamo turistico, ma, dopo circa venti giorni di festeggiamenti, Venezia si riposa. Nella coda dell’inverno i ritmi tornano ad essere normali e sebbene le giornate non siano ancora molto lunghe e il clima pungente non abbandoni le calli, tra febbraio e marzo la città si mostra nella sua essenza e nel suo silenzio misterioso e affascinante.
Situato in Riva degli Schiavoni, una delle passeggiate più famose al mondo, l’Hotel Gabrielli propone per questo periodo un’ottima offerta per chi vuole concedersi una pausa invernale senza rinunciare al fascino e all’eleganza di Venezia. Parte delle camere, arredate in tipico stile veneziano, si affacciano sulla laguna offrendo ai suoi ospiti viste mozzafiato anche in inverno, con la nebbia scende fino all’acqua e che sembra sospendere la città in una nuvola. In pieno centro storico, è un punto di partenza ideale per tour nelle varie zone della città.
L’incognita per un break invernale a Venezia è sempre quella del meteo: l’acqua alta è temuta dai turisti, ma è un fenomeno che fa pur sempre parte di questa città, che la rende unica, motivo per cui può diventare un’esperienza più che un disagio. Se invece il problema è il freddo, camminare è la soluzione. A Venezia si viaggia a piedi e poi, per scaldare corpo e spirito, ci si può sempre concedere una tazza di cioccolata calda fumante in uno dei famosi caffè veneziani, primo fra tutti il Florian in Piazza San Marco, divenuto un’istituzione sia per la sua bellezza, sia per gli omaggi che molti artisti e scrittori gli hanno offerto.
La bellezza dei tesori artistici veneziani resta immutata nel corso dell’anno, in inverno ciò che cambia è il modo di assaporarla: meno file e stradine meno affollate. In questa stagione la Basilica di San Marco può essere visitata senza dover aspettare un’ora prima di entrare, ma cosa ancor più bella è che se ne possono gustare in pace tutti i dettagli: quando all’interno ci sono centinaia e centinaia di persone non è facile osservare con attenzione le forme geometriche e le rappresentazioni di animali riprodotte sul pavimento, così come non è facile provare la magia di sentirsi avvolti dall’oro delle volte. Inevitabile è comunque il giro tra le numerose chiese della città, come la stupenda Basilica della Salute, un esempio perfetto di architettura barocca che gli abitanti dedicarono alla Madonna per la fine della peste nel 1631. Poco lontano da questo ex voto si trova il museo della Punta della Dogana che divide, con la sua forma appuntita, Canal Grande dal Canale della Giudecca. È uno dei musei di arte contemporanea più importanti di Venezia restaurato dall’architetto giapponese Tadao Ando e che espone la vasta collezione di François Pinault, con opere di Andy Warhol, Jeff Koons e Damien Hirst. La zona di maggior ricchezza museale resta comunque quella del sestiere di Dorsoduro che comprende parte della Giudecca. Qui si può optare per un giro a un’altra collezione di arte moderna che merita di essere visitata in piena tranquillità: la Peggy Guggenheim Collection con sede a Palazzo Venier dei Leoni. Qui dal 23 febbraio al 15 aprile 2013 si terrà una mostra intitolata Postwar. Protagonisti italiani, dedicata a cinque artisti del secondo dopoguerra italiano: Fontana, Dorazio, Castellani, Scheggi e Arico. Se invece si vuole fare un viaggio nel passato, la Galleria dell’Accademia è il luogo perfetto dove studiare e scoprire la vita e l’immagine di Venezia nel Settecento attraverso le tele dei vedutisti come Tiepolo e Canaletto. [[[ Fino al 24 febbraio 2013 sarà possibile osservare la bellissima tela di Tiziano, Il martirio di San Lorenzo, appena restaurato.]]]
Ma Venezia è anche musica. Da sempre la sua immagine si lega a quella di grandi compositori e alle trame dei libretti d’opera. Una buona occasione per conoscere da vicino le atmosfere musicali veneziane è assistere a un concerto dal vivo, ad esempio nella Chiesa di San Vidal dove si esibiscono gli Interpreti Veneziani con le loro rivisitazioni delle opere di Vivaldi. Tuttavia c’è un altro artista che unisce perfettamente il suo nome a quello di Venezia: Richard Wagner. Quest’anno ricorre il bicentenario della sua nascita e Venezia lo festeggia con una mostra presso il Museo Fortuny fino a l’8 aprile [2013] per rendere omaggio, per la prima volta, all’influsso che ebbe sulle arti visive e applicate il wagnerismo.
In una pausa al completo relax non può certo mancare un giro tra i negozi, ma a Venezia, durante i periodi di ‘calma’, attraverso un giro tra i laboratori artigianali di vetro, maschere, tessuti e di merletti si ha l’occasione di unire lo shopping a vere e proprie scoperte culturali.
[[[ Parlando di merletti non si può non consigliare una gita all’isola di Burano  – se il break a disposizione è un po’ più lungo ne vale veramente la pena. Oltre a una visita al museo dei merletti, quello che rende indimenticabile Burano sono le coloratissime case di pescatori e il pesce freschissimo da gustare a pranzo. Vicino a Burano si trova Murano, una piccola isola altrettanto bella, ben nota per le fonderie e le lavorazioni di vetro soffiato.]]]
In una città tranquilla e non invasa dai turisti si possono vivere e osservare momenti di vita quotidiana autentici che spesso spariscono dietro alla confusione. I mercati sono dei luoghi perfetti per entrare in contatto con una parte ‘autentica’ di Venezia e per conoscere i profumi e i sapori della città. Uno dei mercati storici è quello di Rialto con al sua pescaria coperta dove ogni giorno si trova pesce freschissimo, spesso venduto per le tavole dei migliori ristoranti della città e alle cicchetterie. In questi locali si svolge il rito veneziano dell’aperitivo delle 18 ed è lo Spritz a farla da padrone. La zona di Campo Santa Margherita è perfetta per godersi una bevuta con qualche piccolo antipasto, un cicheto appunto, a base di carciofi violetti (presidio Slow Food) o di polenta con baccalà mantecato. Se lo Spritz non è di gradimento – anche se qui a Venezia è un’arte –  si può sempre optare per un bicchiere di vino che i locali chiamano ombra in uno dei bacari (osterie) della zona di Rialto o, perché no, per un Bellini all’Harry’s Bar di Cipriani.
E dopo lunghe camminate, con gli occhi appagati dalla bellezza e dal mistero di questa città, arriva il momento di una cena e di uno sguardo alla notte di Venezia.

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