Con Compragratis la coupon-mania sbarca nel Nordest

La crisi economica incombe e nelle famiglie italiane i portafogli sono sempre più vuoti. Eppure la voglia di comprare c’è e i centri commerciali riescono a stimolare gli acquisti delle loro merci luccicanti mettendole in bella mostra nelle vetrine illuminate. Le vittime di questi colossi commerciali sono i piccoli negozi dei centri cittadini e della periferia che chiudono i battenti a ogni cader di foglia. E una soluzione sembra non esserci.

O forse si?

Qualcuno ha pensato ad una soluzione che porta linfa vitale ai negozi e allo stesso tempo aiuta le famiglie in crisi. Il progetto si chiama Compragratis (www.compragratis.net) e consiste in un depliant promozionale con delle caratteristiche molto speciali.

Non è il classico free press che con la scusa di pubblicare un magazine sul quale vengono scritti articoli che non interessano nessuno vende spazi pubblicitari. Compragratis è una minirivista fatta esclusivamente di pubblicità o meglio di coupon sconto, 24 per la precisione. Ogni coupon è diverso dagli altri e spaziano dalla ristorazione al benessere, ai viaggi e a molto altro.

Il suo punto di forza è proprio la pubblicità: i coupon che contengono offerte speciali, promozioni, sconti e omaggi su servizi tra i più disparati, dal 3×2 alla pizzeria allo sconto del 50% sulla toelettatura del proprio animale domestico. E appartengono tutti ad attività della propria zona di residenza. Ogni singola edizione viene distribuita solo nella zona delle attività che propongono gli sconti. E a oggi ci sono più di 20 zone attive, raggiungendo quasi 1 milione di persone al mese in tutto il Nord-Est.

Sono veloci, facili da usare e divertenti. Portano nuovi clienti e fidelizzano i vecchi perché le offerte sono dei negozianti sotto casa, non sono offerte impossibili o a prezzo di costo che per usufruirne ti obbligano a fare 100 km.

E in questo sta la forza del progetto: nuovi e vecchi clienti che si rivolgono all’esercente vicino a loro ricreando una catena di valore per la comunità che si stava spezzando. E chiaramente più soldi nelle tasche delle famiglie italiane.

 

 

 

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