Prove d’autore, per gli appassionati di un certo tipo di fumetto…

Il panorama fumettistico è cambiato negli anni. In meglio o in peggio è difficile a dirsi, è una questione molto soggettiva. Ma non c’è dubbio che è cambiato, drasticamente. Dal punto di vista del disegno, prima di tutto. Se siete disegnatori, provate a proporre a un editore un lavoro disegnato in modo realistico, con uno stile che si ispiri ai maestri del fumetto italiano, come Giardino, Manara, Serpieri, ecc. e molto probabilmente vi sentirete dire ( come è successo a me ) che per quel disegno oggi non c’è mercato. E in effetti, facendo in giro fra gli stands di un festival, o fra gli scaffali di una fumetteria, vedrete ben poco di simile, a parte le riedizioni dei classici. Se invece vi piacciono i manga basta chiedere, ve ne proporranno svagonate. Saranno pure belli, ma io sono cresciuto con Pratt, Giardino, Toppi e compagnia bella, e lo stile manga non mi entusiasma. E’ come dire a uno che è cresciuto a pastasciutta e bistecche che da oggi in poi c’è solo sushi.
Mi rendo conto di essere rimasto in una nicchia. Aggirandomi fra gli stands dell’ultimo Lucca comics&games, ho trovato solo uno stand di un editore che proponeva parecchi libri disegnati come piacciono a me. Gli ho chiesto se fosse interessato a visionare progetti, e mi ha risposto che non sa come fare a vendere quello che ha già pubblicato. In compenso davanti agli stands di manga c’era la fila. Non sto criticando i manga, sia chiaro. Nè i loro lettori. Sto solo dicendo che il disegno realistico è sparito, e che io personalmente lo rimpiango.
Riguardo alle storie: fateci caso, i nomi di fumettisti più noti al pubblico oggi sono quelli di autori di webcomics. E i webcomics sono fumetti di un tipo del tutto particolare, pensati per il web. Devono essere veloci, fatti di poche vignette o poche strisce. Devono colpire il lettore tipico di internet, che in genere è abbastanza frettoloso, e un po’ superficiale. Mi scusino i lettori di webcomics, non voglio offenderli, però credo che sia un dato di fatto che internet ha tempi e livelli di attenzione diversi ( inferiori ) rispetto al cartaceo. Lo sperimento io stesso come lettore. Quindi il webcomic deve essere graficamente semplice e appariscente ad un primo sguardo. E poi deve far sorridere, divertire. Un webcomic drammatico è difficilmente concepibile. Magari una striscia può anche far riflettere, toccare qualche corda “filsofica”, ma quasi in modo subliminale, mentre è imprescindibile che faccia sorridere.
Niente di tutto questo è da criticare. Il fumetto in fondo è nato proprio così, come striscia umoristica sulle pagine dei giornali. E’ bello che i webcomics esistano e personalmente ne leggo e mi piacciono. Però mi sembra che la loro diffusione abbia, se non fatto sparire, almeno relegato in dimensioni di nicchia le storie ben costruite, complesse, articolate. Gli intrighi spionistici di Giardino o le avventure di Pratt ( tanto per fare due esempi ) sono dei classici da rileggere e da celebrare, ma non da prendere a modello per nuove produzioni.
Ecco, questa mi pare sia la situazione. Io, quarantenne, mi sento “orfano” di un genere di fumetti che ho amato, che mi ha appassionato come lettore e formato come disegnatore. Sono una mosca bianca ? Sicuramente sono parte di una minoranza, ma voglio sperare che sia una minoranza non troppo esigua. Per questo ho creato il sito “Prove d’autore” ( http://www.provedautore.eu ), uno spazio dove il fumetto realistico, ispirato ai classici del genere, sia di casa. Invito gli appassionati a visitarlo, e spero che quello che troveranno li soddisfi e li induca a soffermarsi, ad assaporare i disegni e le storie, magari a metterlo nei preferiti e abbandonare la lettura per ritornare dopo qualche giorno e continuare, proprio come si fa con i libri, mettendo da parte la fretta e la bulimia tipiche di internet.

Gabriele Gamberini
http://www.provedautore.eu

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