LA CAPILLARE DIFFUSIONE DELLE BARRIERE ANTITACCHEGGIO

barriere antitaccheggio
Non è raro leggere sui quotidiani notizie di ladri che, all’interno di negozi e supermercati, tentano di rubare della merce e ancor di più cercano, invano, di eludere le barriere antitaccheggio poste alle casse o all’uscita.

Le barriere antitaccheggio sono impianti che permettono di ridurre notevolmente il fenomeno dei furti perpetrati presso i locali sede di attività commerciali, in quanto consentono di rilevare se qualche cliente esce da un punto vendita senza aver pagato gli articoli alle casse. Esse funzionano in questo modo: la merce è dotata di etichette con chip innestati su di esse, che si alimentano con onde radio; le piastre delle barriere antitaccheggio sono a loro volta delle antenne che diffondono un segnale con bassa potenza il quale, se intercetta il segnale radio del microchip, genera l’allarme.

Ne esistono di varie tipologie e dimensioni, dalle etichette elettromagnetiche agli espositori antitaccheggio. Gli strumenti antitaccheggio ritenuti più efficaci sono gli EAS (Electronic article surveillance), ossia sistemi di sorveglianza elettronica. Essi sono costituiti da etichette inserite o applicate sulla merce, le quali inviano un segnale che attiva il lettore inserito nei varchi di ingresso e uscita dei negozi, il quale restituisce un segnale acustico nel caso in cui il tag non sia stato disattivato. I varchi antitaccheggio sono solitamente monoantenna, più flessibili e integrabili in qualsiasi negozio, talvolta camuffati da strisce adesive colorate o, in alcuni punti vendita, invisibili.

Le barriere antitaccheggio sono un ottimo deterrente per i furti: la sola presenza ne disincentiva la messa in atto, riducendoli del 60%. Esse sono collocate principalmente in negozi che espongono le tipologie di merci più appetibili per i taccheggiatori: capi d’abbigliamento griffati, prodotti per la cura e il benessere della persona e tecnologia.

Le barriere antitaccheggio sono ormai una necessità per numerosi punti vendita, se si considera che il 17.4% delle rapine totali nel nostro Paese avviene all’interno di esercizi commerciali (dato OSSIF) e che la crisi economica ha determinato un’escalation dei furti: oltre un terzo dei rivenditori italiani ha registrato un aumento del 33% contro una media mondiale del 31%. Poco più della metà degli ammanchi è causata dai taccheggiatori, solo un quarto dai dipendenti, a cui si aggiungono gli errori interni e contabili (15,3%) e i furti causati da produttori e fornitori.

In relazione alle modalità di furto e alle metodologie messe in atto, è emerso in modo netto come le attività commerciali che sono sprovviste di sistemi di difesa quali le barriere antitaccheggio e i metal detector siano esposte ad attacchi più frequenti e cruenti.

 

Damiano Paselli

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