Isolamento acustico, cause e possibili soluzioni al problema del rumore

L’evoluzione della nostra società negli ultimi due secoli ha generato una serie di benefìci di notevole importanza per il miglioramento delle condizioni di vita. Ovviamente i vantaggi che abbiamo ottenuto sono stati considerevoli, ma non privi di controindicazioni come ad esempio quelle legate all’inquinamento ambientale. In questa generica categoria rientra sicuramente anche l’inquinamento di tipo acustico che al pari di altre forme di inquinamento, incide sicuramente in modo negativo sulla nostra salute psicofisica. Lo sviluppo continuo della tecnologia ha sicuramente provocato un incremento delle fonti di rumore, sia all’interno che all’esterno degli ambienti in cui viviamo, siano essi ambienti abitativi, lavorativi o ricreativi.

È necessario innanzitutto suddividere le fonti del rumore in fonti esterne o interne, al fine di poter capire le ragioni che ci spingono a ricercare un maggior isolamento acustico. Tale ricerca relativa alla limitazione della diffusione del suono è basata su una delle seguenti necessità, di non essere disturbati dal contesto abitativo-urbanistico esterno e di non arrecare disturbo all’esterno con le nostre attività di vita quotidiana (musica, home theatre, etc.).

Si può quindi trarre una prima conclusione, ovvero che la ricerca di un maggior isolamento acustico risponde alla necessità di un incremento in termini di comfort acustico. Negli ultimi anni si è verificato un aumento dell’interesse riguardante l’isolamento acustico, paragonabile a quello che si era verificato qualche tempo prima per l’isolamento termico ed il risparmio energetico.

In ambito acustico il principale riferimento legislativo in edilizia è costituito dal DPCM 5-12-1997 sulla “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” che è stato però applicato sistematicamente solamente a partire dal decennio successivo. La verifica della conformità delle prestazioni acustiche di un edificio, avviene con un’operazione di collaudo strumentale svolto da Tecnici Competenti in Acustica Ambientale in conformità a quanto stabilito dalla Legge 26 Ottobre 1995 n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”.

È chiaro dalla datazione delle principali norme di riferimento che si tratta di un argomento di recente trattazione, il che ci porta a comprendere meglio il motivo per il quale gli edifici antecedenti a tali date posseggano raramente i requisiti acustici richiesti ed il perché sia necessario metterci mano nel tempo.

In base a quando già descritto in precedenza, stabilita la fonte di disturbo, interna od esterna, ci si può trovare di fronte alla necessità di eseguire un intervento, ovviamente la soluzione più corretta è quella di rivolgersi ad un Tecnico Competente in Acustica almeno per gli interventi più complessi, mentre se vi è la necessità di adottare soluzioni di più facile fattibilità si può ricorrere al “fai da te”.

Il primo problema al quale si può andare incontro, per i rumori provenienti dall’esterno è capire se è necessaria la sostituzione dei serramenti che costituiscono sicuramente la parte più labile acusticamente dell’intero edificio. Questo tipo di intervento ha senso se i serramenti da sostituire sono veramente datati, in caso contrario se si tratta di serramenti di più recente installazione, il risultato finale potrebbe non variare di molto la situazione. È bene comunque prima di procedere alla sostituzione dei serramenti, con l’esborso economico che ciò comporta, occuparsi dei cassonetti degli avvolgibili dove potrebbe essere necessario l’installazione di lastre di materiale con massa consistente come ad esempio il cartongesso ed evitando l’utilizzo di semplici materassini di spugna che non avrebbero nessuna efficacia dal punto di vista acustico. Stesso dicasi anche per le porzioni di muro retrostanti i radiatori che spesso hanno spessori particolarmente sottili.

Quando il problema del rumore deriva dai piani superiori, si è di fronte ad una tipologia di rumore chiamata da urto o calpestio, decisamente complicato da eliminare del tutto, se non tramite l’inscatolamento totale dell’ambiente da trattare o agendo direttamente sul pavimento del piano superiore. Per comprendere meglio la difficoltà nel trattamento di casi di rumore da urto, è necessario conoscere le modalità di trasmissione del suono ed in particolare la velocità di propagazione negli elementi edili, è facile di conseguenza capire che il solo trattamento del pavimento o del soffitto anche con controsoffitti acustici, risultano spesso inefficaci perché il rumore si può diffondere nell’ambiente trattato anche attraverso le pareti.

Gli interventi eseguibili a pavimento possono essere di due tipi, il primo prevede la sostituzione del massetto e del pavimento stesso ad esempio con parquet in legno posati su sabbia mentre il secondo prevede la posa di un nuovo pavimento flottante posato su un substrato elastico quali i materassini in gomma, neoprene o similari.

Quando si è in presenza di rumore di tipo aereo (provocato per esempio dal volume del televisore), il controsoffitto acustico multistrato risulta particolarmente indicato e può dare ottimi risultati a patto che si faccia uso per la stratigrafia, di prodotti adeguati quali ad esempio il cartongesso, la lana minerale e gli smorzanti.

Nel caso di rumori aerei provenienti da alloggi circostanti, è possibile agire applicando delle contro pareti in cartongesso multistrato come nel caso dei controsoffitti acustici trattati in precedenza.

È di fondamentale importanza rivolgersi a tecnici competenti ed aziende qualificate, in grado di indicarci i materiali più adatti per ogni tipo di intervento al fine di risolvere correttamente il problema del rumore.

 

Articolo scritto in collaborazione con il Dott. Arch. Minas Alifraghis (www.acustico.com)

(Esperto in problematiche inerenti il rumore in ambito edilizio)

Leave a Reply

  

  

  

+ 37 = 43